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Il Nazionale ripristina il veto cantonale

Nonostante il rifiuto di Nidwaldo, il Consiglio nazionale non vuole sopprimere il diritto di veto cantonale per i depositi per scorie radioattive.

A debole maggioranza, la Camera ha deciso di permettere loro di esprimersi a tre stadi della procedura.

I risultati delle votazioni di domenica hanno influito i dibattiti sulla legge sull'energia nucleare in Consiglio nazionale.

La Camera del popolo ha ripreso la discussione, interrotta lo scorso giugno per mancanza di tempo, proprio sull'aspetto dei depositi sotterranei per le scorie radioattive.

Triplo veto

Con 86 voti contro 72, la maggioranza ha deciso che i cantoni dovrebbero dare il loro consenso a ogni sondaggio, in vista della realizzazione di un deposito sotterraneo.

La Camera ha anche deciso che i cantoni devono potersi esprimere prima dello sfruttamento di un deposito del genere, nonché in occasione della sua chiusura definitiva.

La destra si è inutilmente opposta a questo «triplice diritto di veto» per i cantoni. Il rifiuto di Nidwaldo mostra che non si riuscirà mai a trovare una soluzione per le scorie radioattive se ogni volta si indicono consultazioni, ha esclamato Christian speck (UDC/AG).

Occorre tener conto della volontà popolare anche se, come per il Wellenberg, essa non va nel senso voluto dalle autorità, ha risposto il consigliere federale Moritz Leuenberger.

Dal canto suo, il Consiglio degli Stati aveva soppresso il diritto di veto per i cantoni, fatta eccezione per il Wellenberg, dove la procedura era già in corso.

Nessun diritto di referendum facoltativo

Il Consiglio nazionale non ha comunque voluto introdurre un diritto di referendum facoltativo a livello federale per i depositi sotterranei.

Questa proposta dello schieramento rosso-verde è stata respinta con 88 voti a 67. Il popolo svizzero potrà esprimersi soltanto sulla costruzione di una nuova centrale nucleare. Tema che non sarà per contro sottoposto al cantone.

Scorie estere

Con 69 voti contro 56, il Consiglio nazionale ha anche autorizzato l'importazione di scorie nucleari estere in Svizzera, ma a severe condizioni.

Come si fa a introdurre nella legge questa disposizione dopo il voto di Nidwaldo - si è inutilmente chiesto andrea Hämmerle (PS/GR) - quando non si trovano soluzioni nemmeno per le scorie radioattive indigene?

È un problema di reciprocità internazionale, gli ha risposto Moritz Leuenberger.

In giugno, il Nazionale non aveva infatti voluto vietare l'esportazione degli elementi di combustibile esausto verso le aziende di riciclaggio di La Hague (F) e Sellafield (GB), nonostante le esortazioni del Consiglio federale.

swissinfo e agenzie

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