Il Perù chiede assistenza giudiziaria per la vicenda Montesinos

L'ex capo degli 007 peruviani Vladimiro Montesinos in un'immagine ripresa il 21 agosto dello scorso anno, prima dello scoppio dello scandalo. Keystone / AP Photo / Silvia Izquierdo

Lima ha chiesto assistenza giudiziaria a Berna in relazione ai conti bancari dell'ex capo dei servizi segreti peruviani Vladimiro Montesinos bloccati in Svizzera. La magistratura zurighese ha finora «congelato» circa 70 milioni di dollari.

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 gennaio 2001 - 13:14

La procura peruviana ha chiesto assistenza nell'ambito di due procedimenti separati a carico di Montesinos, come ha reso noto Folco Galli, portavoce del Dipartimento federale di giustizia. La prima richiesta è giunta a Berna il 5 dicembre scorso e riguarda l'accusa di traffico di droga e riciclaggio. La seconda è pervenuta il 28 dicembre e concerne l'imputazione di arricchimento illecito.

In entrambi i casi le autorità peruviane desiderano la consegna dei documenti bancari riguardanti i conti ascrivibili a Montesinos. Inoltre i conti, bloccati dalla magistratura zurighese nell'ambito del procedimento autonomo per riciclaggio, dovrebbero essere congelati anche ai fini dell'assistenza giudiziaria.

La richiesta peruviana è ora nelle mani della Procura zurighese che dovrà valutare in quale misura dare soddisfazione a Lima, ha detto Galli. Nella città sulla Limmat non è stato possibile ottenere alcun commento in merito: «Informeremo a tempo debito», è stata la risposta della procura zurighese.

Vladimiro Lenin Montesinos Torres, 54 anni, è stato per dieci anni stretto collaboratore dell'ex presidente peruviano Alberto Fujimori. Montesinos, all'origine della crisi politica che ha costretto alla fuga lo stesso Fujimori, è ricercato per le accuse di violazione dei diritti umani, terrorismo, corruzione, arricchimento illecito, riciclaggio e traffico d'armi.

Secondo gli inquirenti egli avrebbe intascato commissioni versate in relazione a vendite d'armi fra Russia e Perù. Sarebbe inoltre coinvolto in grossi affari con la mafia della droga e la guerriglia in Colombia ed avrebbe depositato all'estero circa un miliardo di dollari.

swissinfo e agenzie

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