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Il Piz Corvatsch trasformato in cartellone pubblicitario

Una bella sera di dicembre, nei Grigioni

(Keystone)

Ogni notte per le prossime sei settimane, sulla parete della montagna grigionese è proiettata un'immagine pubblicitaria grande quanto quattro campi di calcio.

L'iniziativa degli impianti di risalita "Engadina/St. Moritz", che vogliono così celebrare il loro centenario, sta però suscitando delle forti proteste.

Se fosse ancora in vita, Thomas Mann probabilmente intitolerebbe in modo diverso il suo romanzo ambientato nei Grigioni – a Davos per la precisione.

"La montagna disincantata" sarebbe forse un titolo più consono, vedendo parte del Piz Corvatsch trasformata in manifesto pubblicitario gigante.

Un manifesto da Guinnes

Da mercoledì e durante le prossime sei settimane, infatti, sulla parete rocciosa della montagna che domina l'Engadina appare ogni giorno dalle 18 alle 24 un'immagine che celebra i cent'anni dei locali impianti di risalita.

Il mega manifesto, proiettato grazie a un potentissimo impianto che si trova a circa un chilometro di distanza, è talmente grande (163 metri per 163) che i promotori hanno richiesto l'iscrizione nel Guinnes dei primati.

L'iniziativa sta però suscitando aspre critiche. Heimatschutz Svizzera, l'associazione per la salvaguardia del patrimonio, ha protestato contro quella che definisce la commercializzazione delle Alpi.

Danno al paesaggio

Messaggi pubblicitari sulle pareti ancora intatte delle montagne rappresentano un pregiudizio non indifferente per il paesaggio che il Piz Corvatsch rappresenta. La montagna è infatti al centro del territorio alpino più bello dei Grigioni che è formato anche dal Bernina e dai laghi engadinesi, indica Heimatschutz.

La regione è inoltre un paesaggio di importanza nazionale, secondo l'inventario federale. La sua principale qualità è essenzialmente l'estetica e questo messaggio pubblicitario la compromette.

La sezione locale dell'associazione ne ha già chiesto l'immediata interruzione.

L'operazione è stata autorizzata dal comune di Silvaplana. Non essendo competente in materia, il governo cantonale non si è espresso.

Inquinamento luminoso

Il direttore del Dipartimento dell'educazione, della cultura e della protezione dell'ambiente Claudio Lardi non ha tuttavia nascosto che non vede di buon occhio questa iniziativa. Un messaggio pubblicitario che rappresenta un peso per la natura e il paesaggio non è una buona idea.

La questione delle luci notturne – il cosiddetto inquinamento luminoso – non è nuova nei Grigioni. Quattro anni fa, 48 membri del parlamento cantonale aveva presentato una mozione nella quale si chiedeva al governo di fare qualcosa contro "il lento movimento di devastazione della notte", considerato un pericolo e una nuova piaga per l'ambiente.

Il governo grigionese aveva risposto spiegando di avere le mani legate, poiché la competenza di concedere autorizzazioni per gli impianti luminosi è dei comuni. Tuttavia, l'esecutivo aveva promesso che avrebbe fatto pressioni sulla Confederazione affinché fossero effettuati degli studi sull'inquinamento luminoso.

swissinfo e agenzie

Inquinamento luminoso

Secondo l'Ufficio federale dell'ambiente, l'aumento esponenziale delle emissioni luminose comporta numerose conseguenze per la natura e l'ambiente.

In primo luogo, l'inquinamento luminoso ha delle ripercussioni sull'aspetto paesaggistico e culturale. Ad esempio, il 20% della popolazione mondiale, tra cui la metà degli abitanti dell'Europa occidentale non è più in grado di vedere la Via Lattea ad occhio nudo.

Inoltre, vi sono delle conseguenze sul ritmo circadiano (ciclo di circa 24 ore nei processi fisiologici degli esseri viventi) e sul sistema endocrino dell'uomo e degli animali.

L'inquinamento luminoso provoca pure danni agli ambienti vitali di animali notturni

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