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Storia e religione

Il riconoscimento legale della comunità di fede musulmana è controverso

In Svizzera la libertà di religione e di coscienza è protetta. Tuttavia, non tutte le comunità religiose sono sul piede di parità. Quella musulmana, la terza comunità in ordine di grandezza, dovrebbe avere lo stesso statuto delle chiese cristiane?

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 maggio 2020 - 10:17
Corinna Staffe (illustrazione)

Il riconoscimento di diritto pubblico comporta non solo vantaggi ma anche doveri per le comunità religiose.

Esso include alcuni diritti sovrani, come il diritto di riscuotere le tasse o un accesso agevolato alle istituzioni pubbliche, quali scuole, ospedali e carceri.

L'altra faccia della medaglia: le comunità devono, ad esempio, tollerare la vigilanza dello Stato e rispettare la trasparenza finanziaria.

Alcune moschee in Svizzera ricevono un sostegno finanziario dall'estero. Non si sa a quanto ammontino i contributi e che influsso abbiano i donatori. swissinfo.ch ha dato un'occhiata a una moschea alla periferia di Berna.

La comunità di fede musulmana deve essere riconosciuta ente di diritto pubblico per far luce sulla situazione? Solo un maggiore riconoscimento da parte dello Stato potrebbe aiutare le istituzioni musulmane a liberarsi dalla tutela straniera, dice Mallory Schneuwly Purdie dell'università di Friburgo.

Una condizione che in Svizzera è ancora ben lungi dall'essere soddisfatta, afferma lo studioso di religioni Andreas Tunger-Zanetti.

In linea di principio, in Svizzera, Chiesa e Stato sono separati, ma in alcuni settori collaborano tra loro. I diritti delle comunità religiose sono disciplinati in modo diverso in ognuno dei 26 Cantoni.

I Cantoni non riconoscerebbero una religione (l'Islam), ma una comunità religiosa (musulmana). Ma quale?

I musulmani in Svizzera non sono un'entità omogenea, bensì persone con una vasta gamma di tradizioni, culture e visioni del mondo.

La Federazione delle organizzazioni islamiche svizzere (FOIS) rappresenta indirettamente circa i due terzi delle associazioni delle moschee svizzere. Nei suoi statuti del 2016 non cita il riconoscimento giuridico come obiettivo.

Tuttavia, dato che il riconoscimento avviene a livello cantonale, sarebbero prese in considerazione soprattutto le organizzazioni ombrello cantonali musulmane.

Finora, in nessun Cantone è mai stata presentata una richiesta di riconoscimento di diritto pubblico da parte di un'organizzazione musulmana.

Solo il riconoscimento di diritto privato, il cosiddetto piccolo riconoscimento, che ha un valore più che altro simbolico, è stato richiesto nel 2018 nel Cantone di Vaud dall'organizzazione ombrello musulmana.

Altre organizzazioni ombrello cantonali, come quelle dei Cantoni di Zurigo e Lucerna, menzionano tuttora il riconoscimento di diritto pubblico come obiettivo. Tuttavia, non lo perseguono con la massima priorità.

Secondo degli esperti, complessivamente la Svizzera, in confronto internazionale, ha molto da recuperare per quanto riguarda l'offerta di assistenza spirituale ai musulmani.

In alcuni Cantoni sono stati ampliati i diritti dei musulmani, ad esempio il diritto dei bambini musulmani di essere assenti durante le loro festività religiose, aree specifiche per le tombe di musulmani nei cimiteri, la cura di anime musulmana nelle istituzioni pubbliche o la fornitura di cibo halal per giovani musulmani che prestano servizio militare in Svizzera.

La cura di anime musulmana nel carcere regionale di Berna è disponibile da 24 anni.

Secondo l'Ufficio federale di statistica, nel 2017 le comunità musulmane e islamiche in Svizzera in totale contavano circa 380'000 membri. Ciò corrisponde ad una quota del 5,4% della popolazione. I musulmani sono quindi la terza comunità religiosa, dopo la cattolica romana (35,9%) e l'evangelica riformata (23,8%).

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