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Il ritorno dei camion

Nella regione l'opposizione popolare al ritorno dei TIR continua a restare piuttosto significativa

(Keystone)

Tre anni dopo il drammatico incendio, da lunedì il tunnel del Monte Bianco è di nuovo percorribile anche per bus e piccoli camion.

Dopo un lungo tira e molla Italia e Francia hanno trovato l'accordo. Da lunedì, i camion dal peso inferiore alle 19 tonnellate sono stati riammessi alla circolazione nel tunnel.

Il primo mezzo pesante è entrato nel traforo, già riaperto dal 9 marzo scorso per il traffico delle auto, alle 10.35 del mattino. L'onore è toccato a Xavier Martin, un camionista diretto a Milano. "Sono contento. Sono tre anni che faccio una deviazione lunga circa 2 ore", ha detto.

La prossima fase scatterà il 13 maggio. Da allora, anche i camion più pesanti potranno percorrere gli 11.6 chilometri della galleria. ADal 25 giugno infine, le limitazioni saranno tolte per l'intero traffico pesante (ad eccezione dei veicoli con merce pericolosa).

Traffico alternato

Come nel tunnel del San Gottardo, anche in quello del Monte Bianco il traffico pesante circolerà alternato. La misura non piace tuttavia al governo italiano perché teme che il rallentamento del flusso di autoveicoli possa danneggiare l'economia del paese. Roma richiedeva l'apertura immediata a tutti i veicoli e il traffico bi-direzionale.

La Francia ha assicurato agli italiani che in settembre accetterà di ridiscutere la misura di traffico alternato. Fino ad allora, il regime al Monte Bianco sarà però simile a quello del Gottardo.

No ai grossi camion

I camioncini fino a 19 tonnellate non rappresentano che una piccola parte dei volumi di trasporto sull'asse franco-italiano. Ciò spiega la ridotta opposizione dei vari gruppi ambientalisti durante questa fase dell'apertura.

Il futuro si presenta però diverso. I Verdi ed i gruppi ecologisti locali, sostenuti dalla maggior parte della popolazione delle valli interessate, hanno già annunciato che combatteranno le prossime tappe della normalizzazione del traffico. Secondo loro, i veicoli pesanti non dovranno più transitare nel traforo.

Opposizione da Ginevra

Ginevra ha sempre espresso il proprio sostegno di principio a coloro che combattono la riapertura totale del tunnel. La posizione chiara dei ginevrini non è piaciuta tuttavia alle autorità francesi. In un'intervista al quotidiano romando "Le Temps", un alterato Pierre Breuil, prefetto dell'alta Savoia, si è lanciato contro quella che considera "una grande ingerenza".

In parole povere: che Ginevra si preoccupi dei propri affari. Il dossier Monte Bianco va gestito unicamente tra Francia ed Italia. Manuel Tornare, sindaco della città di Calvino, però non ne vuole sapere. "La città è dall'inizio azionista della società che gestisce il tunnel", ricorda Tornare.

Inoltre, sottolinea il sindaco di Ginevra, l'inquinamento atmosferico non si ferma al confine "È nostro compito garantire la sicurezza dei nostri cittadini". Tornare intende provocare un dibattito internazionale sulla questione. "I semplici miglioramenti cosmetici non ci bastano più".

Vanda Janka e agenzie

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