Il settore turistico chiede maggiore riconoscimento

Le associazioni turistiche ritengono di essere trascurate dalle autorità politiche. Secondo GastroSuisse, la Federazione svizzera del turismo e la Società svizzera degli albergatori, per rilanciare il settore occorrono chiari segnali politici.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 marzo 2000 - 16:21

Con una conferenza stampa congiunta tenutasi a Berna mercoledì le tre associazioni leader nel settore in Svizzera hanno voluto attirare l'attenzione della classe politica e dell'opinione pubblica sull'importanza politico-economica del turismo in Svizzera. "Bisogna prendere sul serio il turismo", ha dichiarato nel corso della conferenza stampa il consigliere nazionale urano Franz Steinegger, presidente della Federazione svizzera del turismo.

Si tratta di un settore che occupa 300.000 persone e che dovrebbe essere maggiormente riconosciuto come "motore vitale" dell'economia. Il mercato ha registrato un'espansione su scala mondiale, ma la Svizzera non è riuscita a trarre vantaggio dall'evoluzione in atto, ha detto Steinegger.

Il turismo svizzero soffre non solo a causa della sua struttura caratterizzata da piccole imprese, ma anche per la mancanza di innovazione, ospitalità e qualità. Gli operatori cercano di porvi rimedio, ma anche gli ambienti politici devono dare il loro contributo. Non si chiedono trattamenti di favore, ha indicato Steinegger, ma almeno di non essere svantaggiati rispetto ad altri settori d'esportazione.

Bisogna ad esempio cessare di ridurre i contingenti per la manodopera stagionale e se necessario si dovranno concedere permessi supplementari per frontalieri qualificati. Le associazioni del ramo chiedono anche una riduzione di tasse e imposte e la rinuncia all'estensione delle assicurazioni sociali. In particolare auspicano che l'IVA non sia sottoposta ad aumenti successivi, anche se piccoli. Tali modifiche implicano, infatti, oneri amministrativi sproporzionati.

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