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Il successo di Nestlé passa anche per la ciotola del gatto

(swissinfo.ch)

Nestlé conferma l'andamento positivo e la politica d'espansione. Si consolida il dominio nel settore acque minerali, gelato e nel magime per animali.

La conferenza stampa di giovedì a Vevey non ha offerto sorprese. La politica del gigante dell'alimentazione svizzero continua nella direzione consolidata negli ultimi decenni. E con successo, malgrado il direttore Peter Brabeck-Letmathe, affermi con non celata volontà di crescita: "Non sono soddisfatto delle sole belle cifre, dobbiamo ancora investire per crescere".

Eppure il giro d'affari è aumentato del 4 per cento, superando gli 84 miliardi di franchi svizzeri. 9'713 milioni il ricavato lordo, 6'681 milioni l'utile netto. Un risultato a prova di 11 settembre: le azioni Nestlé hanno concluso l'anno nero per la borsa con un eccellente più 15,7 per cento.

Il direttore delegato Brabeck, lo ha spiegato a parole chiare: "Per Nestlé la congiuntura mondiale è relativa, può colpire i ricavati o la quotazione in borsa, ma il vero fattore di sviluppo è la crescita demografica mondiale". Come dire: si mangia anche in tempi di magra e la multinazionale è ovunque sul posto a sfamare tutte le classi sociali del pianeta.

Mercati e prodotti

Il mercato principale rimane l'Europa, soprattutto mediterranea, con oltre 26'742 milioni di giro d'affari (nel 2000: 25 miliardi). Segue immediatamente dopo l'America (26'598 milioni). In crescita forzata invece l'Asia, dove l'espansione della ditta, nata con il latte condensato è cominciata molto più tardi (15 miliardi).

Le bevande, soprattutto l'acqua minerale, sono ormai il prodotto principale della ditta (24 miliardi a bilancio) che superano gli altri prodotti alimentari, in particolare i latticini a bilancio con i prodotti PET per gli animali, nuovo cavallo di battaglia della ditta vodese (22 miliardi).

Dolci e cioccolata fanno girare oltre 11 miliardi di franchi all'anno. Nel solo Messico Nestlé acquista più del 30 per cento della produzione totale di cacao, controllando così indirettamente il lavoro di oltre 200'000 persone. Un cifra di un solo paese che raddoppia praticamente l'organico complessivo della multinazionale.

Nestlé compra

Nel 2001 si è consolidata la presenza in tutti i continenti del gigante alimentare. Con l'acquisto di Garoto, il mercato della cioccolata in Brasile è dominato da Nestlé. Con l'assorbimento della tedesca Schöller, la ditta ha potuto "finalmente cancellare il buco nella cartina geografica europea. Dal misero due per cento, i gelati prodotti dalla lunga mano di Vevey sono diventati 19 su cento del consumo totale tedesco. Un'estate un po' più svizzera anche in Germania, quindi.

Ma l'acquisizione più importante è quella della Ralston Purina. L'impegno finanziario più importante della storia della multinazionale, ha catapultato Nestlé al primo posto dei produttori di alimenti per animali domestici. Grazie a Friskies e agli altri prodotti della ditta americana, è finalmente possibile, come ha detto Brabeck, "essere più vicini agli amici a quattro zampe".

In Cina un contratto con le autorità ha permesso invece uno sviluppo straordinario che ha superato il 20 per cento. Al centro delle attività sta la produzione di latticini, promossa in grande stile dal regime. Non è un caso dunque che l'Agenzia di stampa Nuova Cina sia presente in forze alla conferenza di bilancio della ditta di Vevey con ben tre giornalisti.

Identità corporativa

La ricetta del successo è sempre la solita dunque. Nestlé compera ditte sane e redditizie anche ad alti prezzi. Si attacca a valori sicuri che garantiscono da subito un utile. Poi riorganizza sfruttando tutte le sinergie interne. Per queste misure sono stati impiegati quattro miliardi di franchi negli ultimi cinque anni.

Così il dominio mondiale nella produzione di acqua minerale permette di standardizzare ovunque i controlli di qualità, l'imbottigliamento, i trasporti.

Altrettanto importante è l'identificazione con la ditta. Grazie ad una politica accorta di patteggiamento e collaborazione con i sindacati, Nestlé si assicura la lealtà delle maestranze. Anche i manager si identificano direttamente. Lo dimostrano i salari dei dieci magnifici regnanti sull'impero da 220'000 impiegati: 6 milioni di stipendio, 16 milioni con azioni, buoni produttività e contributi di previdenza. Un decimo di quanto avrebbe ricevuto il capo di ABB. Da solo.

Daniele Papacella

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