Il Ticino vivaio per le nuove imprese

Grazie al progetto Copernico, l'alta tecnologia può localizzarsi anche in Ticino Keystone

Incentivare la creazione di nuove aziende tecnologicamente avanzate: è questa la strategia del Cantone per reagire all'attuale fase d'incertezza economica.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 novembre 2001 - 12:20

Il futuro imprenditoriale del Ticino è stato al centro della "Giornata cantonale delle nuove imprese" che si è tenuta giovedì al Palacongressi di Lugano. L'incontro organizzato dal Dipartimento delle Finanze ed Economia (DFE) e dalla Banca dello Stato, in collaborazione con l'Università della Svizzera italiana (Usi) e la Scuola universitaria professionale, si propone come spazio d'incontro tra imprenditori già avviati, neo imprenditori e investitori.

"Dobbiamo continuare a puntare sulle tecnologie avanzate. La new economy non è affatto finita, bisogna solo rivedere il concetto d'innovazione economica" ha ribadito Marina Masoni direttrice del Dfe. Per il Cantone, uno sforzo aggiuntivo, dunque, sulla strada della promozione industriale avviata quattro anni fa. L'obiettivo è di sfruttare ancora di più il programma Copernico per il marketing territoriale, la legge sull'innovazione economica e i finanziamenti della Banca dello stato per i neo imprenditori. Sono questi gli strumenti a disposizione per creare nuove aziende e attirare investimenti stranieri.

I risultati ottenuti sino adesso sono incoraggianti. In quattro anni di applicazione del programma Copernico, sono state attirate in Ticino o create in loco 83 nuove aziende per un totale di 908 nuovi posti di lavoro e attivati investimenti che ammontano a 400 milioni di franchi. Grazie alla legge sull'innovazione economica sono stati effettuati 380 milioni d'investimenti in 85 aziende con un incremento previsto di 650 impieghi.

"Ma sulla strada dell'innovazione economica- ha ricordato Marco Baggiolini presidente dell'Usi - gioca un ruolo chiave il rapporto tra Università e industria. Perciò va migliorato lo scambio tra il mondo accademico e quello della produzione, identificando meglio i meccanismi per l'uso concreto della ricerca". Insomma, anche l'Università può diventare un polo di attrazione per le imprese.

Ma non meno importanti sono i finanziamenti per dare lo start alle nuove aziende. A garantire questo sostegno finanziario, in Ticino è la Banca dello Stato che da qualche anno ha attivato un fondo speciale: VentureNet, che offre concessioni di crediti a tassi agevolati e partecipazione al capitale. Sui trenta milioni di franchi messi a disposizione con VentureNet, a fine ottobre erano stati concessi 18,1 milioni di finanziamenti, valutati 124 progetti imprenditoriali, 39 dei quali accolti, e favorito la creazione di oltre 290 posti di lavoro.

Ora la banca vuole perfezionare ulteriormente il suo sostegno, non solo per le aziende tecnologicamente innovative ma anche per quelle che più semplicemente vogliono sviluppare la loro attività. Al credito diretto accordato sino ad oggi si affiancherà uno speciale fondo garantito da un pool di finanziatori anonimi.

Inoltre, la Banca dello Stato assieme al Cantone si propone di organizzare ogni anno un simposio economico dove gli imprenditori in cerca di finanziamento si possono direttamente incontrare con i potenziale investitori.

Libero D'Agostino

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