Importante innovazione medica realizzata al Politecnico di Losanna

I ricercatori del Laboratorio di elettromeccanica del Politecnico di Losanna hanno messo a punto un respiratore artificiale portatile che non necessita di batterie per funzionare, uno strumento prezioso per i medici che devono intervenire d'urgenza sul territorio, lontano da una struttura ospedaliera.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 febbraio 2001 - 10:54

Il respiratore artificiale è un apparecchio che immette nei polmoni del paziente aria arricchita di ossigeno, erogata da una bombola. La pressione della bombola fa dilatare i polmoni durante la fase di inspirazione, mentre l'espirazione avviene automaticamente quando il flusso di aria si arresta e i polmoni si rilassano. La valvola che regola l'erogazione dell'aria e gli strumenti che controllano le condizioni del paziente richiedono una fonte di energia per funzionare.
I respiratori artificiali usati negli ospedali sono collegati alla rete elettrica. Quelli portatili, usati sulle ambulanze, sono alimentati a batteria.

La AP Technologies, una società del gruppo Audemars Piguet, ha ideato un apparecchio indipendente da qualunque fonte di alimentazione, da usare negli ospedali da campo, in caso di disastri o calamità naturali, quando non è possibile garantire il rifornimento di batterie. La realizzazione pratica del progetto è stata affidata agli esperti del Politecnico di Losanna, che hanno messo a punto un prototipo del respiratore.

Il meccanismo su cui si basa lo strumento è una turbina che sfrutta la pressione dell'aria erogata dalla bombola e genera la corrente che alimenta tutte le componenti elettroniche. La turbina è attiva durante la fase di inspirazione e si ferma quando cessa il passaggio dell'aria.

Un sofisticato microchip calcola ad ogni respiro la quantità di energia necessaria al sistema durante l'espirazione e la accumula. L'intero apparecchio è stato progettato in modo da ridurre al minimo il consumo di corrente.

Maria Cristina Valsecchi

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