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In forse la ripresa economica

Dollaro in cantina, petrolio ai massimi storici, reticenze dovute alla guerra in preparazione: la congiuntura soffre.

Anche la Svizzera ne risente, sebbene la lenta ripresa non sembri definitivamente compromessa.

Tonfo per il dollaro che venerdì è caduto sotto gli 1,40 franchi sul mercato dei cambi, superando la soglia raggiunta alla vigilia di Natale. Martedì aveva già raggiunto il livello più basso da quasi cinque anni.

All'inizio del 2002, svettava ancora a più di 1,71 franchi. I rischi della guerra contro l'Iraq non sono soli in causa, e la pressione dovrebbe perdurare secondo il parere di molti esperti.

In attesa della guerra

La situazione appare più delicata rispetto alla guerra per il Kuwait nel 1991, spiega Roland Duss, economista alla Ferrier Lullin & Cie. Gli americani avevano potuto appoggiarsi allora su una coalizione di paesi del Golfo, il che aveva permesso a Washington di recuperare decine di miliardi di dollari, con un effetto di sostegno per il biglietto verde.

Quest'anno, non sono da attendersi tali flussi finanziari. Inoltre, i parametri fondamentali dell'economia americana restano fonte di inquietudine.

Pressione sulla congiuntura

La crisi del dollaro costituisce una «pessima notizia» per l'economia europea, molto dipendente dagli USA, osserva Duss. Combinata all'impennata del petrolio, fa temere un rischio di depressione sul Vecchio continente.

L'economia svizzera, fortemente legata all'esportazione, potrebbe risentire fortemente del nuovo rafforzamento della valuta nazionale rispetto alla valuta statunitense. Malgrado questo però il bollettino del Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (Kof) persiste in un ottimismo pacato.

Crescita moderata?

Secondo i calcoli del Kof, l'economia svizzera dovrebbe registrare una crescita stabile, seppure a un livello basso nei prossimi mesi. Le ordinazioni industriali stanno riprendendosi leggermente, pur rimanendo al di sotto dei valori del 2001.

I nuovi dati confermano l'attenuarsi dei fattori negativi e la stabilizzazione del barometro attorno ai valori del mese di maggio. Negli ultimi mesi si erano registrati dei valori di recessione, anche se contenuti: in novembre a -0,44, contro i -0,47 (riveduti) di ottobre e i -0,48 di settembre.

Prospettive

A breve termine, una guerra lampo in Iraq potrebbe essere d'aiuto al dollaro, perché diminuirebbe l'incertezza che pesa sui mercati. Ma Daniel Scheibler, capo economista alla Banque Sarasin, ritiene che la situazione sia più complessa rispetto ai tempi della guerra del Golfo. All'epoca, il «male» era chiaramente identificato.

Sul mercato svizzero si aggiunge inoltre l'incertezza data dalle ristrutturazioni in corso in diversi settori, colpiti dalla crisi e dagli scandali negli ultimi mesi. Soprattutto nel settore bancario e assicurativo rimangono ancora delle ipoteche degli ultimi giorni. Numerosi istituti hanno annunciato ristrutturazioni con ripercussioni sull'impiego.

Il Segretariato di Stato per l'economia ha già registrato un tasso di disoccupazione in crescita. Su base annua si è arrivati al 3,6 per cento. Un riassorbimento necessita di una ripresa più marcata su lungo periodo.

swissinfo e agenzie

In breve

Dopo un autunno di stagnazione economica, gli esperti prevedono una lenta ripresa per l'economia svizzera e europea.

Ma l'odore di guerra in Medio oriente e la conseguente debolezza del dollaro offuscano le previsioni.

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