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In Guatemala scarcerato Nicolas Hänggi

Nicolas Hänggi, in una foto del 1999, insieme alla fidanzata durante una fase del processo

(Keystone Archive)

Le autorità del Guatemala hanno liberato domenica il cittadino svizzero Nicolas Hänggi, dopo sei anni di prigione per traffico di droga. Il controverso caso giudiziario risale al 1997.

Silvio Giovanoli, l'altro cittadino svizzero in carcere insieme a Hänggi, sarà rilasciato nei prossimi giorni.

Il Dipartimento federale degli affari esteri, a Berna, ha confermato la scarcerazione del cittadino svizzero. Dal canto suo, Nicolas Hänggi ha subito lasciato il paese centramericano alla volta della Svizzera.

L'avvenuta liberazione è stata anticipata dall'inviato in Guatemala della Radio della Svizzera italiana. Hänggi ha detto all'inviato della radio di sentirsi in forma. "Mi sentirò ancora meglio, ha aggiunto, quando sarò in Svizzera".

Secondo l'inviato della radio, l'imprenditore Silvio Giovanoli, l'altro svizzero incarcerato insieme a Hänggi, sarà rilasciato a giorni. Entrambi si sono sempre detti innocenti.

Un romanzo poliziesco

La storia di Nicolas Hänggi e Silvio Giovanoli, coinvolti in un caso di traffico di droga in Guatemala nel 1997, contiene tutti gli ingredienti di un romanzo poliziesco.

Nell’agosto del 1997, la polizia arresta il direttore della filiale guatemalteca della Nestlé Andreas Hänggi, suo figlio Nicolas e l’imprenditore Silvio Giovanoli. In un container di proprietà di Giovanoli sono stati trovati 13 chili di cocaina ed i tre cittadini svizzeri sono accusati di far parte della “german connection”, un cartello per il traffico internazionale di stupefacenti.

Il primo processo


I tre si dichiarano innocenti, ma vengono giudicati colpevoli il 25 settembre 1998 da un tribunale di Puerto Barrios, che condanna Nicolas Hänggi e Silvio Giovanoli a 20 anni di carcere e Andreas Hänggi a 12 per complicità.

Scende allora in campo la Svizzera: il Dipartimento per gli Affari Esteri fa pressione sul governo guatemalteco perché ai tre sia concesso un nuovo processo. Il primo, sostengono le autorità elvetiche, non sarebbe valido per vizi di procedura. Inoltre, Lea Maria de Leon, avvocata di Andreas Hänggi, accusa il giudice istruttore di averla molestata sessualmente.

Il secondo processo

Il 10 dicembre del 1998 la Corte suprema guatemalteca sospende il magistrato dalle sue funzioni ed il 12 febbraio del 1999 la Corte d’appello di Zacapa si pronuncia di nuovo sul caso: assoluzione per mancanza di prove e dunque la libertà per Andreas Hänggi; riduzione della pena a 3 e a 5 anni di prigione per Nicolas Hänggi e Silvio Giovanoli.

Appena un mese più tardi, un nuovo colpo di scena: il pubblico Ministero guatemalteco fa ricorso contro la decisione della Corte d’appello, che ritiene condizionata dalle pressioni delle autorità svizzere. Il 9 aprile 1999 il Parlamento del Guatemala ordina la destituzione del giudice che presiedeva il tribunale Abraham Estrada: è sospettato di corruzione per la liberazione dell’ex direttore della filiale di Nestlè.

Nel maggio 1999, uno dei magistrati che aveva condannato i tre, Herberto Zapata, è assassinato per mano di sconosciuti: l’omicidio viene attribuito alla “german connection”. Attraverso i loro legali, gli svizzeri fanno sapere di non avere nulla a che fare con il delitto.

Un terzo e ultimo processo

La Corte suprema del Guatemala decide di concedere agli imputati un nuovo processo, al quale però Andreas Hänggi non si presenta. Il 26 aprile del 2000 il Tribunale d’appello condanna Nicolas Hänggi e Silvio Giovanoli a dodici anni di prigione. Il ricorso presentato dalla difesa, viene rifiutato.

I due giovani svizzeri continuano a proclamarsi innocenti, ma decidono di cambiare strategia difensiva e puntare alla scarcerazione anticipata per buona condotta.

La Svizzera sceglie la discrezione

Anche le autorità svizzere hanno deciso di cambiare strategia: messe da parte le pressioni diplomatiche, seguono il caso a distanza per evitare ogni interferenza con l’istanza di scarcerazione. Strategia che in concreto si è tradotta in alcune visite a Nicolas Hänggi e Silvio Giovanoli, che godevano di buone condizioni di detenzione e hanno collaborato con le autorità carcerarie svolgendo piccoli lavori di segretariato.

A Berna il caso è considerato “delicato”, visti i colpi di scena di cui è stato costellato. Il fatto che Andreas Hänggi non si sia presentato al secondo processo avrebbe potuto costituire un handicap per la scarcerazione cui aspiravano suo figlio e Silvio Giovanoli. Inoltre, la giustizia guatemalteca ha emesso un mandato di cattura internazionale per l’ex direttore della filiale di Nestlè, che ora vive in Argentina. Un quadro che rende comprensibile la grande prudenza scelta dalle autorità svizzere.

swissinfo

In breve

Al centro di un presunto traffico di 13 chili di cocaina, tre cittadini svizzeri sono processati in Guatemala nel 1998. Si tratta di Andreas Hänggi, direttore della Nestlé nel paese centramericano, di suo figlio Nicolas e dell'imprenditore Silvio Giovanoli.

Dopo diverse vicissitudini processuali e numerosi colpi di scena, Andreas Hänggi è rilasciato, mentre il figlio Nicolas e Giovanoli sono condannati a 12 anni di prigione nel 2000.

Appena rilasciato, Nicolas Hänggi, 29 anni, è partito alla volta della Svizzera. Giovanoli dovrà pazientare ancora qualche giorno in carcere.

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