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In onore dell’uomo e dell’artista Con l’arrivo della primavera, anche Chaplin avrà il suo museo

, Corsier-sur-Vevey


Chaplin e la sua famiglia hanno vissuto in questa casa, a Corsier-sur-Vevey.

Chaplin e la sua famiglia hanno vissuto in questa casa, a Corsier-sur-Vevey.

(Keystone)

Dopo 15 anni di lavori, la casa-museo dedicata a Charlie Chaplin dovrebbe aprire i battenti nella primavera de 2016. swissinfo ha fatto un sopralluogo sul cantiere della tenuta di Corsier-sur-Vevey, dove il celebre attore e regista ha trascorso gli ultimi 25 anni della sua vita.

“Nessun altro museo in Svizzera attirerà un pubblico dai quattro angoli del pianeta”, afferma Yves Durand, l’imprenditore culturale canadese che nel 2000 ha lanciato il progetto di casa-museo assieme all’architetto Philippe Meylan.

Ci troviamo nella tenuta Le Manoir de Ban, a Corsier-sur-Vevey, una cittadina tra Losanna e Montreux. È qui che sorgerà il museo dedicato a Charlot il vagabondo.

In attesa della fine dei lavori di restauro, i beni del regista e attore inglese sono stati riposti in una sala al pianterreno. Tra le moltitudini di libri rilegati in pelle figurano i volumi di “Punch e Judy”, le famose marionette inglesi, e poco più in là il baule che ha accompagnato Chaplin nei suoi numerosi viaggi. Un magnifico specchio dorato è appoggiato sopra a mobili eleganti che saranno restaurati prima di tornare ad abbellire le stanze del museo.

Questo è ciò che resta dell’arredamento sorprendermene borghese scelto da Charlie Chaplin e dalla sua ultima moglie Oona O’Neill per la loro dimora svizzera. Un mobilio che potrebbe facilmente essere utilizzato per una pièce di fine Novecento.  

Casa di famiglia

Nato a Londra nel 1889, Charlie Chaplin si trasferisce in Svizzera nel 1952, dopo essere stato costretto a lasciare gli Stati Uniti a causa del clima ostile instauratosi con la caccia alle streghe anticomunista negli anni McCarthy (1947-1954).

Ha vissuto con la sua famiglia a Corsier-sur-Vevey fino alla morte, il giorno di Natale del 1977, all’età di 88 anni. La moglie Oona, di 35 anni più giovane, gli ha dato otto figli. Due di loro, Eugene e Michael, vivevano ancora in questa casa quando Durand contattò la famiglia per la prima volta, nel 2000.

Alla domanda se il suo candore emotivo nordamericano lo ha aiutato a conquistare la fiducia dei discendenti di Charlot, che in fondo avrebbero potuto vendere la tenuta per un prezzo molto più alto, Durand risponde che l’emozione è al centro di tutto ciò che Chaplin ha fatto.

“Abbiamo promesso ai figli di Chaplin che non avremmo cercato di interpretare l’opera del padre, ma che l’avremmo lasciata parlare da sé”.

Alla fine, gli eredi hanno concesso a Durand e ai suoi soci non solo i diritti d’autore esclusivi, ma hanno anche reso pubblici gli album e i video di famiglia, che faranno parte dell’esposizione permanente.

Superare le reticenze svizzere

Una volta convinta la famiglia Chaplin a vendere il palazzo, Durand ha però dovuto fare i conti anche con lo scetticismo delle autorità e della popolazione locale. In molti temevano infatti che un progetto alla Disneyworld avrebbe rovinato il patrimonio lasciato da Chaplin, nonché il paesaggio. Dubbi sono stati espressi anche sulla redditività del museo. “Abbiamo dovuto convincere la gente della qualità del progetto e conquistare la loro fiducia”.



Gli oppositori al progetto temevano la creazione di un progetto alla Disneyworld. 

Gli oppositori al progetto temevano la creazione di un progetto alla Disneyworld. 

(swissinfo.ch)

Mentre le trattative riguardo alle questioni ambientali e dei trasporti sono state risolte relativamente in fretta, l’opposizione di un vicino è stata più difficile da superare. Stando a Durand, le procedure legali e i ricorsi in tribunale sono costati al progetto almeno sette anni di ritardi.

“Non è stato così drammatico. Questa attesa ci ha permesso di sviluppare un progetto ancora migliore”, afferma Durand.

Malgrado le difficoltà incontrate, Durand è sempre rimasto ottimista. “Vengo dal Nord America e sono sognatore”. Nuove fonti di investimento hanno permesso di aumentare i capitali privati da 20 a 60 milioni di franchi.

Durand sottolinea che sugli oltre mille musei in Svizzera, solo il 15% sono finanziati privatamente. Il museo dedicato a Chaplin ora può contare sul sostegno di investitori privati provenienti da Lussemburgo, Canada e Svizzera, così come sull’appoggio di una banca. Tra gli altri partner figurano il canton Vaud, che ha concesso un prestito senza interessi, e la fondazione Grévin, a capo tra l’altro del famoso museo delle cere a Parigi.

Il complesso museale

La nostra visita si svolge in due luoghi separati, che riflettono come uno specchio l’essenza di Chaplin uomo e artista. La residenza Manoir de Ban è dedicata al suo stile di vita: “Parliamo di tutto, senza nascondere anche i particolari più problematici della sua vita, come la sua fama di donnaiolo”, afferma Durand.

Lo studio alto 16 metri - che comprenderà una sala cinematografica per 150 persone -  permetterà invece di presentare l’artista e le sue opere. La scenografia è stata realizzata da François Confino che ha concepito un percorso interattivo, con l’ausilio di tecnologie virtuali e elementi multimediali.

Un progetto redditizio

Yves Durand (a sinistra) e Jean-Pierre Pigeon.

(swissinfo.ch)

Metà svizzero, metà canadese, Jean-Pierre Pigeon è stato chiamato da Grévin a dirigere il museo. Il suo entusiasmo è palese mentre snocciola le diverse attrazioni del museo, che stando alle stime dei promotori dovrebbe attirare oltre 300mila visitatori l’anno.

Il complesso include anche un bar-ristorante situato nella casetta in legno all’entrata della proprietà. Di giorno proporrà menù ispirati al celebre artista e la sera piatti più gastronomici.

All’ultimo piano della casa, dove sono cresciuti i figli di Chaplin, sarà invece installata una zona vip di 250m2.

Jean-Pierre Pigeon sottolinea che il museo di Chaplin è stato costruito per il 90% grazie alla manodopera locale. E di fatto le decine di automobili parcheggiate attorno al sito portano tutte targhe del canton Vaud.

Il museo impiegherà 25 persone, senza contare il personale esterno per la gestione del ristorante, del giardino e della sicurezza. La data ufficiale d’inaugurazione sarà annunciata all’inizio del 2016.

“Il nostro obiettivo è di fare del museo Chaplin uno dei luoghi culturalmente più importanti della Svizzera”, conclude non senza un pizzico di orgoglio Yves Durand.

 

Bio express

Charlie Chaplin nasce il 16 aprile 1889 a Londra. La sua prima apparizione sul palco risale al 1894 quando sostituisce la madre ammalata. Nel 1903 inizia la sua carriera di attore in un teatro inglese e sette anni più tardi viaggia negli Stati Uniti per una tournée con la troupe Karno.

Nel 1914 il personaggio del vagabondo appare per la prima volta sul grande schermo nel cortometraggio “Kid Auto Races”. Nel 1919 Chaplin fonda la United Artists assieme a Douglas Fairbanks, D.W. Griffith e Mary Pickford.

Intraprendente, Chaplin sfida l’arrivo del cinema sonoro con due successi commerciali muti: “Luci della città” (1931) e “Tempi moderni” (1936).

Nel 1947 è accusato di simpatizzare con le idee comuniste. Nel 1952 lascia gli Stati Uniti e si stabilisce definitivamente in Svizzera.

Nel 1966 gira il suo ultimo film “La contessa di Hong Kong”. Nel 1973 torna a Hollywood per ricevere un Oscar; due anni dopo è insignito del titolo di baronetto dalla regina d’Inghilterra.

Muore nella sua villa a Corsier-sur-Vevey il 25 dicembre 1977.

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Traduzione dall'inglese, Stefania Summermatter


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