In piazza per i «sans-papiers»

I dimostranti hanno chiesto il riconoscimento dei diritti per chi vive in Svizzera illegalmente Keystone

7000 persone in piazza a Berna in sostegno dei lavoratori illegali in Svizzera. Gli oratori hanno riaffermato la precarietà della situazione e la necessità di una sanatoria.

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 novembre 2001 - 10:54

Circa 7000 persone hanno manifestato sabato a Berna per i diritti dei «sans-papiers». La dimostrazione è considerata la più importante dimostrazione di lavoratori irregolari, delle loro famiglie e di simpatizzanti mai avvenuta in Svizzera.

I manifestanti chiedono una sanatoria collettiva che regolarizzi la loro posizione, salari minimi di 3000 franchi e un miglioramento generale condizioni di vita e di lavoro.

Il corteo sta sfilando per le vie del centro, diretto verso la Piazza federale, dove prenderanno la parola la presidente socialista Christiane Brunner, la copresidente dei Verdi Ruth Genner e Sandra Monica, del comitato di sostegno ai senza documenti di Friburgo.

Stando agli organizzatori la dimostrazione - autorizzata dalla polizia - ha il sostegno di oltre 150 organizzazioni, tra cui anche il PS, il Partito ecologista e l'Unione sindacale svizzera.

Le difficoltà rimangono

Da mesi si protrae il braccio di ferro fra istituzioni e residenti illegali. Al dibattito hanno partecipato attivamente anche cittadini svizzeri organizzati in comitati e azioni spontanee, come le chiese che hanno offerto rifugio alle persone colpite da mandato d'estradizione.

L'azione di sabato vuole essere un segnale chiaro all'indirizzo del parlamento: il 6 dicembre il Consiglio degli Stati affronterà infatti il tema dei «sans-papiers» discutendo un'interpellanza di Michèle Berger (PLR/NE).

«Non chiedo la regolarizzazione dei sans-papiers, ma la regolarizzazione dei diritti delle persone a cui essi sono stati negati», ha affermato dal canto suo la presidente socialista Brunner.

Il Consiglio federale ha comunque ribadito recentemente, per bocca della capa del Dipartimento della giustizia, Ruth Metzler, che non ci saranno sanatorie o strappi al sistema vigente.

swissinfo e agenzie

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