L'opposizione all'immigrazione rimane forte in Svizzera

Adrian Amstutz, presidente del gruppo parlamentare UDC, auspica un freno all'immigrazione in Svizzera. Keystone

La politica migratoria è un tema scottante in Svizzera, come d’altronde in Europa. La storia del paese è ricca di dibattiti sulla questione degli stranieri.

Nel febbraio 2014, il popolo svizzero ha approvato un’iniziativa che chiedeva di limitare l’immigrazione dai paesi dell’Unione europea, ciò che ha suscitato profonda irritazione a Bruxelles. In base all’accordo bilaterale sulla libera circolazione delle persone, in vigore dal 2002, i lavoratori europei possono infatti venire liberamente in Svizzera. Per alcuni, l’accordo è all’origine del forte aumento della popolazione elvetica degli ultimi anni, passata da 7,2 a 8,4 milioni di persone.

Sebbene il governo non abbia applicato alla lettera la modifica costituzionale prevista dall’iniziativa - per timore di ulteriori diatribe legali ed economiche con Bruxelles -, è stato adottato un sistema di preferenza nazionale sul mercato del lavoro. Ora, un’altra iniziativa popolare lanciata di recente chiede di vietare l’assunzione di lavoratori provenienti dall'estero nel caso in cui il tasso di disoccupazione dovesse superare il 3,2% (a fine luglio era del 3%). Prima di essere sottoposto alle urne, il testo dovrà raccogliere almeno 100'000 firme.

«Sono convinto che i costi provocati dall’immigrazione di massa sono molto più alti dei benefici economici che gli immigrati portano alla Svizzera», ha detto il presidente del gruppo parlamentare dell’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) Adrian Amstutz, durante una recente assemblea dei delegati del partito. L’aumento dei costi della salute e degli affitti, del traffico e della spesa sociale è una conseguenza dell’immigrazione di lavoratori stranieri, secondo Amstutz, per il quale «la Svizzera deve porre un limite all’immigrazione».

Una proposta che gode di un ampio sostegno. Quello di Amstutz è il principale partito della Svizzera, con quasi il 30% dei voti alle federali del 2015. E nel 2014, il 50,3% del popolo svizzero ha accettato l’iniziativa contro l’immigrazione di massa lanciata proprio dall’UDC.

Le cifre pubblicate in luglio dalla Segreteria di Stato dell’economia mostrano che l’immigrazione netta (in particolare dagli Stati europei vicini, le cui economie stanno iniziando a riprendersi) è stata di 35'000 persone nel 2016, il valore più basso degli ultimi dieci anni. Le cifre sono però state contestate da una parte della destra conservatrice, secondo cui l’immigrazione netta continua a essere decisamente superiore a quella antecedente l’introduzione della libera circolazione.

Queste discussioni hanno una lunga tradizione in Svizzera. In particolare dopo i periodi di rapidi cambiamenti sociali, le iniziative che intendono limitare la quota di stranieri si sono fatte strada fino a giungere alle urne.

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