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Italia e Svizzera nel mirino degli ecoterroristi

L'attentato all'ovovia dell'Abetone riaccende i timori legati al terrorismo anarchico

(Keystone)

In Toscana torna a colpire l'ecoterrorismo. Gli attentati hanno la firma degli ambienti anarchici che vogliono la libertà per Marco Camenisch.

La prossima apertura del processo contro la figura simbolo della rivolta ecologista fa temere per la sicurezza delle sedi diplomatiche elvetiche in Italia.

È allarme presso le sedi consolari e l'ambasciata svizzera in Italia. Gli attentati dinamitardi avvenuti negli scorsi giorni in Toscana, dove sono stati distrutti una stazione dell'ovovia dell'Abetone e due ripetitori situati rispettivamente a Marina di Pietrasanta (Lucca) e a Castiglioncello, destano preoccupazione presso le forze di polizia e i vertici diplomatici elvetici.

Camenisch, un uomo che continua a far discutere

Infatti, sia sui muri dell'impianto sciistico sia su quelle dei ripetitori, erano state scritte, con bombolette spray, frasi inneggianti a Marco Camenisch, un anarchico svizzero nativo di Campocologno, in Val Poschiavo.

Camenisch era stato arrestato in Italia nel 1992 e condannato a 12 anni per tutta una serie di attentati ai tralicci dell'Enel in Toscana fra il 1989 e il 1991 e per tentato omicidio.

Dopo aver passato 11 anni nelle carceri italiane, Camenisch è stato estradato verso la Svizzera, il 18 aprile dello scorso anno, dove era ricercato per l'omicidio di una guardia di frontiera a Brusio e per altri reati.

La tensione aumenta

"Dopo gli ultimi attentati il livello di guardia è salito. Da mercoledì sera, la polizia ha predisposto un servizio di vigilanza 24 ore su 24 davanti al Centro Svizzero, dove si trovano i nostri uffici", ci dice il Console generale a Milano, Marco Cameroni.

"Effettivamente siamo preoccupati anche noi" ha affermato a swissinfo Giancarlo Kessler dell'ambasciata svizzera a Roma. "Già l'anno scorso c'era stata una manifestazione di anarchici davanti alla nostra ambasciata. Non è successo nulla di particolare, ma la polizia era ben presente. Ora, con la questione Camenisch che si va a sovrapporre al Forum economico di Davos, la sorveglianza è stata rafforzata".

Forse a rischio gli interessi elvetici in Italia

Un recente articolo del settimanale Panorama, che si rifà a informazioni della Digos di Milano, afferma che dopo le lettere-bomba del dicembre scorso a Milano, Roma e Barcellona, firmate dall'eversione anarchica, nel mirino potrebbero esserci ora anche interessi elvetici in Italia. E questo proprio in relazione all'estradizione in Svizzera, avvenuta il 18 aprile scorso, di Marco Camenisch.

Non è stato possibile avere dei chiarimenti presso la Polizia italiana, senza però ottenere nulla di ufficiale. Tuttavia le forze dell'ordine lasciano intendere che attorno alla vicenda c'è la massima attenzione. Il timore è che si sia di fronte ad una nuova campagna di violenza in nome, questa volta, di Marco Camenisch.

Una protesta che viene da lontano

Del resto, sempre secondo Panorama, già durante il Social Forum di Firenze in novembre, gli anarchici avevano protestato per Camenisch e la polizia aveva protetto in modo particolare il Consolato svizzero. Lo stesso era accaduto il 13 settembre, sempre dello scorso anno, quando gli anarchici italiani avevano marciato in una decina di città, fra cui Milano e Roma.

Lo stesso giorno, gli anarchici avevano manifestato brandendo bandiere e sassi anche davanti all'ambasciata elvetica di Madrid.

E sulla possibile strategia intimidatoria nei confronti della Svizzera, emerge un nuovo dato inquietante: "Nelle ultime ore sui muri dell'edificio che ospita il Consolato generale di Svizzera a Genova e nelle adiacenze sono apparse scritte inneggianti all'anarchico svizzero analoghe a quelle apparse vicino all'ovovia dell' Abetone", ci dice ancora Marco Cameroni.

È davvero allarme?

Il Ministero pubblico della Confederazione, contattato da swissinfo, non ha saputo dirre se effettivamente esista un dispositivo d'allarme concordato con le autorità italiane.

Nemmeno l'ufficio federale di polizia è stato più loquace. Berna, fa notare comunque che secondo la Convenzione di Vienna, è lo stato ospitante che deve garantire la sicurezza delle ambasciate e del personale diplomatico straniero. In questo caso, l'Italia è tenuta a predisporre autonomamente i mezzi che ritiene necessari, senza comunicarli forzatamente agli interessati.

La sorveglianza sembra essere giustificata visto il che primo febbraio prossimo, gli anarchici prevedono un sit-in proprio davanti alla sede consolare milanese.

swissinfo, Paolo Bertossa, Roma

In breve

In attesa del nuovo processo in Svizzera Marco Camenisch è stato estradato dalle autorità italiane lo scorso anno.

Nel carcere di massima sicurezza di Thorberg ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro le condizioni di detenzione.

Questa sarebbe la ragione del suo trasferimento in un altro penitenziario a Pfäffikon.

Camenisch è assurto a simbolo della protesta ambientalista. E una nuova serie di attentati in Italia segue la traccia degli ecoanarchici.

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