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Italia in festa a Basilea

Italia in festa , entrata libera. A pagamento solo i concerti e lo spettacolo (foto FCLIS)

Una grande festa aperta a tutti con qualche attimo di riflessione sul razzismo e sulla storia dell’immigrazione italiana in Svizzera.

L’occasione è la celebrazione dei 60 anni della Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera (FCLIS).

La prima Colonia Libera Italiana in Svizzera fu fondata nel 1925 a Ginevra. Libera significava in opposizione al regime di Mussolini, che voleva imporre la nomina dei responsabili fascisti alle organizzazioni degli immigrati all’estero.

Nel 1943, alcuni esuli antifascisti che sostenevano la Resistenza italiana riunirono le associazioni di varie località in Svizzera, formando la Federazione. In seguito nel dopoguerra la Federazione è diventata un punto di riferimento importante per decine di migliaia di lavoratori italiani.

In quel periodo il fatto che i membri della Federazione fossero legati al Partito Comunista italiano causò non pochi problemi ai suoi dirigenti in Svizzera. Alcuni vennero schedati o addirittura arrestati ed espulsi dalla polizia federale.

Al contrario, i sindacati e la sinistra in Svizzera instaurarono con la Federazione una buona collaborazione.

Le nuove generazioni

Gli italiani, e la loro cultura, ora sono ben integrati e amati dagli svizzeri. Per celebrare i 60 anni la Federazione ha voluto perciò lasciare più spazio al divertimento che alle polemiche del passato, quando gli immigrati italiani in Svizzera non avevano sempre vita facile.

Claudio Micheloni, presidente delle FCLI e segretario generale del Forum per l’integrazione dei migranti in Svizzera sottolinea lo spirito di grande festa popolare del ritrovo di Basilea.

“Volutamente abbiamo eliminato i dibattiti classici dell’immigrazione, come l’integrazione, le pensioni, la sicurezza sociale, il polarismo destra e sinistra in Italia. Questi sono argomenti che trattiamo in permanenza tutto l’anno”, dice a swissinfo.

Stand gastronomici, musica e anche un po’ di cultura

Nel programma dunque sfilate di moda, un concerto mandolinistico del Circolo Ticinese Aurora di Vacallo, gastronomia, con cuochi di Spoleto e ristorazione classica italiana, pizza e spaghetti.

Più di 50 gli stand da visitare, mostre d’artigianato, di vini, di pittura, un salone letterario dell’associazione degli scrittori italiani in Svizzera e una mostra storica sulla Federazione.

Spettacoli per il grande pubblico anche la sera. Nek e Pippo Pollina e il famoso Fiorello con il suo show “Stasera paghi te”. In programma anche gruppi svizzeri, come i Patent Ochsner, o i Dettofatto, “secondos” di Basilea.

Il pubblico sul podio, i politici in platea

Sono previsti comunque anche un paio di momenti di riflessione su temi importanti. Sul razzismo è stata ad esempio organizzata un’azione particolare in collaborazione con il Forum svizzero di studi sull’immigrazione dell’università di Neuchâtel.

Una troupe con una telecamera intervista i visitatori con domande mirate sul tema razzismo. Queste interviste sono poi proiettate su alcuni schermi giganti.

Le sequenze più forti ed interessanti saranno selezionate per fare da introduzione ad una tavola rotonda, in programma domenica mattina alle undici.

Sul podio sono stati invitati a presentarsi non le personalità politiche, che siedono invece in platea, ma i giovani che organizzano questo lavoro sul razzismo. Si spera che anche qualche spettatore, vincendo la timidezza, salga sul palco per dire qualcosa.

A parte i concerti, tutte le altre attività, compreso il cinema sono gratuiti. Saranno proiettati ad esempio i film "Azzurro" di Denis Rabaglia in presenza del regista e un corto metraggio, un po’ fatto in casa, che si intitola “La valigia delle illusioni”.

Realizzato da una giovanissima cineasta italiana di seconda generazione che ha solo 16 anni, ha utilizzato come attori i membri della Colonia Libera di Neuchâtel.

La mostra storica presenta invece foto d’epoca, e un filmato di dieci minuti preparato dalla Televisione della Svizzera Italiana con il proprio materiale d’archivio, che copre 50 anni della storia delle Colonie Libere in Svizzera.

Per Micheloni perciò “i visitatori non dovrebbero proprio avere tempo di annoiarsi”.

swissinfo, Raffaella Rossello

In breve

La prima colonia libera italiana fu fondata nel 1925 a Ginevra. Il nome libera significava in opposizione al regime fascista.

Il 21 novembre 1943 i rappresentanti di 10 Colonie Libere si riunirono in una federazione.

In 60 anni di storia, la Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera (FCLIS) si è distinta per il suo impegno a favore dei diritti dei migranti.

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Fatti e cifre

Italia in festa, 12, 13 14 settembre 2003
St. Jakobshalle, Basilea
In treno biglietto speciale delle FFS a soli 15 fr.(abbonamento metà prezzo)

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