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Italo-svizzero o il contrario?

Il senatore Claudio Micheloni, ospite dell'Osservatorio di swissinfo (C. Micheloni)

Il 24 novembre scorso la Deputazione Ticinese alle Camere Federali ha invitato i parlamentari italiani eletti al parlamento italiano e residenti in Svizzera ad un incontro informale tenutosi a Berna.

Ho partecipato con grande piacere all'incontro che si è svolto in un clima molto simpatico e amichevole.

Ringrazio vivamente tutta la delegazione ticinese alle Camere federali per l'iniziativa presa perché l'incontro ci ha permesso di scambiare le nostre esperienze di parlamentari, di constatare le grandi differenze di funzionamento tra i due sistemi parlamentari.

E' emerso con evidenza che abbiamo temi, problemi e interessi comuni. E' ormai evidente che nei fatti viviamo tutti in Europa e che con gli accordi bilaterali la Svizzera è sempre più "europea".

Abbiamo scambiato opinioni sul tema generale dell'integrazione dei migranti in Svizzera, in Italia e in Europa, che pur nelle specificità di ogni realtà, presenta le stesse sfide per tutte le forze politiche che devono affrontarle.

Problemi concreti

Ma è stato interessante vedere che rapidamente la discussione si è spostata su problemi molto concreti e molto importanti per i due Paesi, come i trasporti, i valichi alpini, le università.

Abbiamo concordato sull'utilità di avere incontri regolari tra le due delegazioni parlamentari per affrontare i problemi che ci accomunano e definire azioni che ognuno porterà avanti nel proprio parlamento per migliorare ulteriormente i rapporti tra i due Paesi.

Il tema dei trasporti

Nelle prime settimane del 2007 ci ritroveremo per discutere in modo particolare del tema dei trasporti. Infatti ho l'impressione che l'Italia sia notevolmente in ritardo rispetto alla Svizzera nell'avanzamento dei lavori dei valichi alpini.

Questo problema era già emerso con molta chiarezza nel meeting italo-svizzero organizzato dall'Ambasciata svizzera in Italia nel mese di ottobre a Genova. Il collegamento dell'Italia con i valichi alpini svizzeri sono determinanti per lo sviluppo di tutta l'Italia e del porto di Genova in particolare.

Ho informato i senatori liguri dell'incontro avvenuto tra le due deputazioni e dei prossimi annunciati e hanno espresso non solo la loro disponibilità ma il loro interesse e la loro volontà a partecipare a tali incontri. Sarà sicuramente utile un particolare impegno da parte dei parlamentari "italo-svizzeri" insieme agli altri parlamentari italiani per indirizzare la politica d'investimento nelle infrastrutture italiane, affinché le grandi opere attualmente in corso di realizzazione in Svizzera arrivino su una rete capace di accoglierle e non in un cul de sac.

Si è anche deciso di dare vita al gruppo d'Amicizia parlamentare tra la Svizzera e l'Italia facendo in modo che questi gruppi non siano formati solo da ticinesi da una parte e solo da parlamentari della circoscrizione estero dall'altra.

Il 5 dicembre scorso l'Ambasciatore svizzero a Roma, Bruno Spinner, ha invitato in Ambasciata il Presidente del Senato Franco Marini ed altri rappresentati delle istituzioni italiane ad una colazione. In quell'occasione ho informato dei rapporti nascenti tra i parlamentari svizzeri e italiani. La notizia è stata accolta con grande interesse. Nei primi mesi del 2007 ci saranno diversi incontri istituzionali tra il governo svizzero e quello italiano. Sarà premura dei parlamentari italiani residenti in Svizzera sfruttare al meglio queste opportunità per far avanzare i temi qui sopra elencati e per affrontarne altri. Ad esempio, la giovane Università della Val d'Ossola ha sollecitato un mio intervento per rafforzare e sviluppare i rapporti che hanno già instaurato con le Università di Lugano e Losanna.

Quando mi sono candidato alle elezioni politiche italiane nella Circoscrizione Estero era evidente la motivazione principale che era ed è rappresentare le comunità italiane che vivono all'estero nel parlamento italiano. Si era anche parlato del ruolo dei parlamentari della Circoscrizione Estero, i quali avrebbero potuto svolgere un ruolo di promozione della politica internazionale italiana, ma devo riconoscere che immaginavo un ruolo negli indirizzi generali della politica estera italiana, in particolare su temi legati ai diritti degli italiani all'estero, alla politica culturale e commerciale. Non avrei mai pensato che così rapidamente avremmo affrontato temi di così grande rilevanza come i trasporti, le infrastrutture, ed altri ancora tra la Svizzera e l'Italia. Ma ne sono molto felice. Vedo in questo un'altra faccia dell'integrazione e in questo momento sento pienamente la mia appartenenza ai due Paesi con pari interessi e sensibilità.

Colgo l'occasione per formulare alle lettrici e ai lettori di swissinfo i miei migliori auguri per le feste natalizie e per un felice 2007.

Sen. Claudio Micheloni

Le opinioni espresse in questa rubrica non riflettono necessariamente la visione di swissinfo.

In breve

Nato a Campli in provincia di Teramo (Italia) nel 1952, emigra con la famiglia nel 1960 in Svizzera dove tuttora risiede nel cantone di Neuchâtel. È sposato e padre di due figli.

Di formazione è disegnatore progettista del genio civile. Prima di assumere numerosi incarichi professionali di impegno sociale e politico è stato attivo nel settore come libero professionista.

Claudio Micheloni è stato eletto nel Senato italiano alle ultime elezioni politiche. Fa parte della coalizione di maggioranza condotta dal presidente del Consiglio Romano Prodi.

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L'ATTIVITÀ POLITICA E SOCIALE

Dal 1997 al 2000, Claudio Micheloni è stato membro della Commissione Federale Svizzera per gli Stranieri, organo consultivo del Governo e del Parlamento svizzeri.

Dal 1997 è presidente della Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera.

Dal 2002 al 2006 è stato segretario generale del Forum per l'integrazione delle migranti e dei migranti in Svizzera.

Nell'aprile 2006 è stato eletto senatore della Repubblica italiana nella Circoscrizione estero, ripartizione Europa. Appartiene al Gruppo dell'Ulivo.

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