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Kaspar Villiger lascia il governo

Kaspar Villiger annuncia ufficialmente delle sue dimissioni a Berna

(Keystone)

Kaspar Villiger lascerà il Consiglio federale alla fine dell’anno. Le dimissioni del radicale, 62 anni, annunciate dalla Cancelleria federale.

Eletto nel 1989 il lucernese ha diretto il dipartimento della difesa, poi quello delle finanze dal 1995. La successione sarà decisa in dicembre dal parlamento.

Da più di un anno le dimissioni di Kaspar Villiger erano nell’aria. E ogni volta che un consigliere federale si ritira, per la Svizzera politica è una piccola sensazione. Il governo è composto di soli sette ministri e le dimissioni non sono poi così frequenti. In 155 anni di storia dello Stato federale, Villiger è solo il 99esimo eletto fra i sette saggi di Berna.

In media ogni singolo consigliere federale rimane in carica quasi dieci anni. Il liberale radicale Kaspar Villiger ha addirittura superato questa soglia: lascia il suo posto dopo 14 anni di governo. Ma la costanza non è la sua unica qualità.

Una persona pacata

Per discrezione e rispetto del suo compito, Kaspar Villiger si ritira al termine del mandato, con la fine naturale della legislatura. Una dimostrazione di stile che è ormai fuori moda.

Negli ultimi vent’anni, quasi tutti i suoi colleghi hanno scelto un’altra strategia: si sono ritirati a metà legislatura, meglio ancora poco prima delle elezioni politiche, per permettere ai possibili successori di profilarsi, dando una bella spinta all’immagine del rispettivo partito.

Il ministro delle finanze invece non ha voluto fomentare il clima: Kaspar Villiger è infatti – come ha sintetizzato un commentatore romando – un uomo «pacato, integro, lavoratore, coscienzioso e che ha fatto della prudenza una virtù cardinale».

Riformatore dell’esercito

Al momento della sua elezione, nel 1989, l’attenzione era concentrata sulle dimissioni forzate di chi l’ha preceduto. Elisabeth Kopp, responsabile del Dipartimento di giustizia e polizia. La prima donna in assoluto nella stanza dei bottoni elvetica, era finita al centro dello scandalo per aver informato il marito finanziere su indagini in corso.

In seguito al caso Kopp, il partito radicale ha perso il ministero della giustizia; Villiger ha dovuto accontentarsi del Dipartimento militare, incarico tradizionalmente ritenuto meno strategico. Ma da subito Villiger si è fatto strada nel dossier affidatogli.

Senza attirarsi le ire della destra e conquistandosi anche il rispetto della sinistra, ha dato una svolta profonda alla difesa nazionale (vedi altri sviluppi).

Ministro dei debiti

Nel 1995 l’ex piccolo industriale liberale radicale passa al Dipartimento delle finanze. E subito è confrontato con lo scandalo dell’oro nazista e dei fondi ebraici in giacenza.

La pressione delle organizzazioni ebraiche porta alle scuse ufficiali e in seguito ai risarcimenti. Villiger, in quell’anno Presidente della Confederazione, è chiamato a parlare.

Lui, borghese e lontano da ogni dubbio di carenza di amor patrio, lo può fare con dignità, rifondendo un debito con la storia. Ma poi sono i bilanci finanziari in rosso a tornare in primo piano e le soluzioni proposte non trovano il consenso di tutti (vedi altri sviluppi).

Il difficile rapporto con il Parlamento

Con competenza e misura Villiger è stato l’uomo forte della politica federale negli anni Novanta. Ma gli osservatori fanno notare che in più situazioni la sua linearità è finita in frantumi fra le macine della nuova politica strillata.

Un esempio: per anni ha difeso con forza la tassa di successione, ma poi ha ceduto alle richieste del suo stesso partito. L’abolizione è diventata improvvisamente un’opzione da studiare.

Negli ultimi anni il clima politico ed economico è infatti cambiato. Figlio di una generazione di politici della concordanza e della crescita economica, Kaspar Villiger ha sempre cercato l’unità e la concertazione. Ma parlamento e opinione pubblica non si lasciano più convincere come ai vecchi tempi.

Almeno il suo compromesso per difendere il segreto bancario, con un’imposta alla fonte per i fondi stranieri, ha ottenuto l’avvallo a Berna e un benevole consenso a Bruxelles.

«Fallimento strategico»?

Dopo 14 anni di servizio, Kaspar Villiger si ritira. Se molti lodano l’uomo, altri osano fare un bilancio negativo del suo lungo mandato. Le sue qualità liberali da pacificatore sembrano sempre meno richieste in un clima politico che si polarizza.

Gli interessi, anche nel suo stesso partito, sono frammentati e anche il Consiglio federale non gode più di quell’indipendenza e riservatezza, di quella collegialità discreta cara a Villiger.

Successione

Con le dimissioni si è ufficialmente aperta la corsa alla sua successione. I nomi che circolano più frequentemente sono quelli della radicale bernese Christine Beerli è del consigliere nazionale urano Franz Steinegger.

Anche lo sciaffusano Gerold Bührer ha qualche asso nella manica da giocare, come pure l’altro esponente dell'ala economica del PLR, il consigliere agli Stati appenzellese Hans-Rudolf Merz. Ma come Bührer, le relazioni d'affari di Merz lo hanno penalizzato. Aveva difatti rinunciato ad assumere la presidenza del partito.

Tra i papabili figurano anche il ministro solettese delle finanze Christian Wanner e il responsabile della polizia di Basilea Città Jörg Schild.

Una candidatura proveniente dal Ticino, assente dal Consiglio federale dal 1999 sembra impossibile. I Latini diventerebbero infatti maggioritari in Consiglio federale se fossero eletti il consigliere nazionale Fulvio Pelli o la consigliera di Stato Marina Masoni.

swissinfo, Daniele Papacella

In breve

Eletto in governo nel 1989, Kaspar Villiger ha diretto dapprima il Dipartimento militare. Dal 1995 è a capo delle finanze federali. Per due volte è stato Presidente della Confederazione: nel 1995 e nel 2002.

Originario della campagna del canton Lucerna, l’ingegnere meccanico ha seguito la classica carriera politica di un magistrato elvetico:
- Dapprima la carriera militare, conclusa come comandante di compagnia
- Poi la politica con l’elezione nel legislativo cantonale (1972)
- Avanzata sulla scena nazionale con l’elezione in Consiglio nazionale (1982)
- Nel 1987 segue il passaggio al Consiglio degli Stati
- A 62 anni, dopo 14 anni in Consiglio federale, ha annunciato le dimissioni.

Sposato, Kaspar Villiger è padre di due figlie adulte. Con un fratello ha gestito per decenni l’azienda familiare, produttrice di sigari e biciclette. Dopo l’entrata in governo ha ceduto tutte le responsabilità aziendali.

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