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Kaspar Villiger riceve i diplomatici stranieri

Il presidente della Confederazione Kaspar Villiger durante il suo discorso davanti agli ambasciatori ricevuti a Palazzo

(Keystone)

«La Svizzera non è un'isola. Chi se l'immaginava così ha dovuto cambiare idea dopo l'11 settembre», ha sottolineato il nuovo presidente della Confederazione in occasione del tradizionale ricevimento.

Il presidente ha salutato i diplomatici - ambasciatori e incaricati d'affari - in rappresentanza di un centinaio di Stati. La cerimonia si è svolta come sempre nella Sala dei passi perduti, trasformata in «serra» dai giardinieri di Palazzo e addobbata con tappeti da mille e una notte, tutti rigorosamente noleggiati.

Il carosello delle limousine è stato preceduto dall'arrivo in carrozza, con un sole radioso e la colonnina del mercurio sotto lo zero, delle autorità dalla Città e del Cantone di Berna.

Sempre meno gli spettatori accorsi sulla Piazza federale. Presenti anche i presidenti del Consiglio nazionale Liliane Maury Pasquier (PS/GE) e degli Stati Anton Cottier (PPD/FR).

Villiger ha accennato al fenomeno del terrorismo, che «si nutre di disperazione, povertà e d'assenza di prospettive». Gli attentati dell'11 settembre negli Stati Uniti hanno provocato un sentimento generale d'insicurezza. «Ci interroghiamo sui mezzi atti a preservare le nostre società liberali e le nostre economie di mercato da questo genere di minacce», ha aggiunto. Con i tempi che corrono, quest'anno il servizio di sicurezza è stato ulteriormente potenziato.

Il segreto bancario - ha sottolineato Villiger - non costituisce alcuna protezione per i terroristi. Dai tragici eventi negli Stati Uniti, il presidente della Confederazione non si attende comunque una recessione globale. «Al riguardo - ha affermato - non sono pessimista».

Kaspar Villiger ha anche accennato alla votazione del 3 marzo prossimo sull'adesione della Svizzera all'ONU. «Il fatto che sia il popolo a decidere è per noi motivo di fierezza». In ogni caso - ha sottolineato - il Consiglio federale s'impegnerà con tutte le forze in favore dell'adesione.

Infine, Villiger ha invitato i diplomatici a visitare l'Expo.02 per «meglio capire il nostro paese, un mosaico di comunità linguistiche e culturali che ne fanno la ricchezza».

I saluti e gli auguri degli ambasciatori sono stati presentati dal nunzio apostolico Pier Giacomo De Nicolò, decano del Corpo diplomatico, in virtù di un'usanza che risale al Congresso di Vienna del 1815. Il Nunzio ha sottolineato l'apertura al dialogo e le capacità d'ascoltare che caratterizzano la personalità del nuovo presidente della Confederazione.

swissinfo e agenzie


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