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Escono finalmente dall'ombra le opere della collezione Gurlitt

Due esposizioni parallele in Svizzera e Germania sveleranno al pubblico una parte dell’impressionante e controversa collezione, scoperta cinque anni fa, di Cornelius Gurlitt, figlio di un mercante d’arte attivo sotto il terzo reich. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 novembre 2017 - 10:41
tvsvizzera.it/Zz con RSI (TG del 01.11.2017)
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Monet, Cézanne, Renoir e Picasso. Sono solo alcuni dei grandi artisti, le cui opere vengono finalmente esposte a partire da giovedì e fino a marzo a Berna, in Svizzera, e a Bonn, in Germania, nell’esposizione “Bestandsaufnahme GurlittLink esterno” (“inventario Gurlitt”). 

Al pubblico vengono presentati 450 dei 1'500 lavori ritrovati durante delle retate delle autorità doganali nel 2012 e nel 2014 presso le abitazioni del collezionista austriaco-tedesco Cornelius Gurlitt, erede di Hildebrand Gurlitt, mercante d’arte attivo dal 1938 in epoca nazista. Molti dei pezzi, ammassati e conservati in cattive condizioni al momento del ritrovamento, erano stati confiscati dal regime hitleriano. 

Due responsabili del Kunst Museum di Berna trasportano un quadro dell'artista tedesco Otto Dix. Keystone

Cinque anni fa la scoperta aveva suscitato parecchie polemiche sul modo in cui la Germania aveva gestito dal 1945 la problematica delle opere d’arte rubate dal terzo reich.  

“Con queste due mostre, vogliamo rendere omaggio alle persone vittima dei ladri d’arte durante il nazionalsocialimo, così come agli artisti diffamati e perseguitati dal regime” che definiva il loro lavoro “arte degenerata”, hanno spiegato Rein Wolfs e Nina Zimmer, direttori rispettivamente dei musei d’arte di Bonn e Berna.

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