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L'11 settembre nel Codice penale svizzero

Le nuove norme penali prevedono l'ergastolo per i responsabili di gravi atti terroristici

(swissinfo.ch)

Il governo svizzero intende rafforzare le norme penali per lottare contro il terrorismo internazionale e le sue reti di finanziamento.

Anche una pista elvetica era emersa in relazione agli attentati dell'11 settembre.

"Fortunatamente, il nostro paese non è un bersaglio diretto di gruppi terroristici internazionali" ha dichiarato nel giugno scorso la ministra di giustizia e polizia, Ruth Metzler. Le autorità elvetiche intendono comunque rafforzare rapidamente il dispositivo penale contro il terrorismo.

Da un lato, perché non si può escludere nessuna eventualità - soprattutto dopo gli incredibili avvenimenti dell'11 settembre. Dall'altro, per evitare che la Svizzera venga utilizzata come piattaforma logistica o finanziaria da parte di organizzazioni terroristiche che intendono colpire altri paesi.

Dagli stessi attentati di un anno fa era emersa anche una pista elvetica. Se non come base logistica, la Svizzera era stata infatti utilizzata come luogo di soggiorno e di transito da parte di alcuni membri del commando terrorista che aveva fatto tremare gli Stati uniti.

Nel novembre scorso, erano inoltre sorti alcuni sospetti su sostegni finanziari transitati dalla Svizzera a destinazione dell'organizzazione al Qaida di Osama Bin Laden. Il Ministero pubblico della Confederazione aveva aperto un'inchiesta contro una società finanziaria, con sede a Lugano, senza apparentemente giungere a risultati concreti.

Pene detentive fino all'ergastolo

A ritmi accelerati, il governo svizzero intende ora introdurre, nell'articolo 260 del Codice penale, due nuove norme che fanno esplicitamente riferimento al terrorismo. Sono proposte in particolare pene detentive fino all'ergastolo per i responsabili di atti terroristici particolarmente gravi, che provocano il ferimento o la morte di molte persone.

Coloro che finanziano attentati terroristici rischiano invece fino a 5 anni di carcere. Queste pene valgono anche per azioni terroristiche commesse in altri paesi.

"Si tratta di riempire alcune importanti lacune del Codice penale", precisa Peter Müller, vicedirettore dell'Ufficio federale di giustizia. "Le norme attuali non permettono ad esempio di punire chi sostiene finanziariamente il terrorismo, se non si può provare che questi soldi sono stati veramente utilizzati per compiere un attentato o un tentativo di attentato. È altrettanto difficile intervenire se non si può dimostrare che tale persona appartiene effettivamente ad un'organizzazione terrorista".

Solidarietà internazionale

Sempre secondo Peter Müller, adottando questi strumenti penali, la Svizzera "vuole manifestare la propria solidarietà alla comunità internazionale nella lotta contro il terrorismo". La maggior parte dei paesi vicini hanno già introdotto o stanno introducendo norme analoghe.

Il Dipartimento di giustizia e polizia considera necessario il nuovo articolo del Codice penale per permettere alla Confederazione di aderire alle ultime due Convenzioni delle Nazioni unite sulla repressione di atti terroristici, non ancora ratificate da Berna: quella che riguarda l'uso di esplosivi e quella relativa al finanziamento.

Proprio la questione del finanziamento rimane cruciale per la Svizzera. In tale ambito, le nuove norme penali dovrebbero rappresentare oltretutto un segnale per allentare le pressioni dall'estero: il segreto bancario è stato più volte definito un rifiugio per le attività finanziarie del terrorismo.

Critiche degli esperti

I nuovi strumenti penali hanno sollevato invece non poche critiche da parte degli esperti svizzeri di diritto penale, secondo i quali sono motivati unicamente da ragioni di politica estera. Le norme vengono definite superflue sia da Mark Pieth, docente all'Università di Basilea, che da Ursula Cassani, professoressa di diritto penale all'Università di Ginevra.

Il Codice penale, a loro avviso, contiene già tutti gli strumenti necessari per reprimere il terrorismo e i suo finanziamento. "Tutti coloro che hanno partecipato in un modo o nell'altro agli attentati dell'11 settembre sono già ora punibili con pene pesanti" sostiene Ursula Cassani.

"L'assassinio, ad esempio, è già punibile con l'ergastolo, mentre l'impiego di esplosivi con pene che vanno fino a 20 anni di carcere. Anche l'appartenenza ad organizzazioni terroristiche viene già attualmente repressa, dal momento che un'organizzazione terroristica è equiparata ad un organizzazione criminale", precisa la professoressa di Ginevra.

Nonostante queste critiche, le nuove norme dovrebbero venir approvate dalle due Camere del parlamento già nella prossima sessione autunnale. La Svizzera potrebbe così ratificare le Convenzioni delle Nazioni unite ancora nel corso di quest'anno. Un gesto, perlomeno simbolico, per dimostrare la volontà della Svizzera di sostenere attivamente la lotta internazionale contro il terrorismo.

Armando Mombelli

Fatti e cifre

Convenzione dell'ONU per la repressione degli atti terroristici mediante l'uso di espolosivi (ratificata da 67 Stati)
Convenzione dell'ONU per la repressione del finanziamento del terrorismo (ratificata da 42 Stati)

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In breve

I punti essenziali delle nuove norme sul terrorismo (articolo 260quinquies e sexies del Codice penale):
Vengono puniti con il carcere gli atti di violenza finalizzati all'intimidazione di popolazioni o alla coercizione ai danni di Stati e organizzazioni internazionali.
Possono essere puniti con l'ergastolo i responsabili di attentati particolarmente gravi, che implicano ad esempio il ferimento o l'uccisione di molte persone.
Queste pene possono essere inflitte anche per i crimini commessi all'estero.
Il finanziamento di atti terroristici può essere punito con pene fino a 5 anni di carcere.

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