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L'artigiano delle stelle

Claudio Pagelli ha realizzato il suo sogno d'infanzia: costruire chitarre

(swissinfo.ch)

Con il suo lavoro Claudio Pagelli, un artigiano che costruisce chitarre, sta portando Coira nelle rotte del cuore dei professionisti della musica.

E questo nonostante il piccolo capoluogo del canton Grigioni non sia certo una destinazione privilegiata per i grandi concerti rock internazionali.

Pagelli fabbrica ogni anno solo una dozzina di strumenti, eppure si è guadagnato il riconoscimento – e le commesse – di alcuni grandi del settore.

“Siamo in Svizzera e non è che tutti i giorni ci girino attorno al laboratorio i divi della musica”, scherza lo svizzero 45enne. “Per lo più vendo le mie chitarre a professionisti meno conosciuti o a collezionisti. Ma è vero che fra loro ci sono anche grandi nomi.

Recentemente ho venduto un modello “Jazzability” al chitarrista degli Eurythmics, Dave Stewart. È stato qualcosa che mi ha reso davvero fiero: si tratta di uno dei personaggi più importanti di questo business, che ha le mani in pasta in tanti progetti.

Sono certo che è rimasto davvero contento dello strumento che ha comprato, perché l’ ha pagato a prezzo pieno senza battere ciglio. In generale invece i divi della musica sono abituati a ricevere in regalo le chitarre dai fabbricanti”.

Duro lavoro

D’altronde Pagelli non è nella posizione di dare via i suoi strumenti gratis, visto l’impegno che ci mette nel costruirli a mano. Le più complicate chitarre jazz richiedono fino a 450 ore di lavoro e possono costare anche 18mila franchi (13.000 euro).

Pagelli lavora su design della moglie Claudia e sostiene che le sue chitarre valgono il loro prezzo.

“I miei clienti cercano prodotti particolari, un genere di cose che, vuoi per il look o vuoi per il sound, non possono comprare dai grandi produttori. Ci siamo un po’ fatti questa fama: siamo in grado di trovare soluzioni dove altri fabbricanti di chitarre hanno detto che non ne esistevano”.

Successo da hit parade

Claudio Pagelli conosce bene le esigenze dei musicisti di professione, perché lui stesso ha assaporato il successo da hit parade in Svizzera, quando suonava con i gruppi pop “Stitch” e “este rito le sugerimos”.

“Eravamo piuttosto famosi a livello nazionale”, racconta. “È stata certo un’esperienza preziosa per quello che faccio oggi. Ho lavorato anche come tecnico del suono, dunque ho un’idea di come dovrebbero andare le cose in uno studio di registrazione o su un palcoscenico”.

Questa competenza nel settore, insieme all’impiego di materiali di prima qualità e forme innovative, hanno portato a Pagelli tanti riconoscimenti dal mondo della musica. Appesa all’ingresso del piccolo laboratorio di Coira c’è un numero notevole di commenti dei suoi clienti.

Una vera bellezza

Il celebre artigiano di chitarre Bob Benedetto descrive la “Louis Christ” di Pagelli come “la chitarra piu bella che io abbia mai visto, costruita dall’artigiano più creativo che abbia mai conosciuto”. Mentre Michael Tobias, che fabbrica bassi, elogia gli strumenti di Coira perché “assolutamente fantastici”.

Ma se l’artigiano svizzero è già famoso fra gli appassionati del genere, non aspettatevi di vederlo presto offuscare la fama di grandi marchi come Fender o Gibson.

“Non è che non voglia fare soldi”, ride lui. “Non ho proprio la testa per i grandi affari. E vi dirò di più: non ho voglia di passare il mio tempo a pensare all’aspetto commerciale delle cose. Mi piace lavorare sui miei strumenti, mettere le mani nel legno e sperimentare nuovi modelli”.

Produzione di massa?

Sebbene non sia interessato a gestire in prima persona una produzione di massa, Pagelli sta valutando alcune offerte di fabbricanti che vorrebbero comprare i suoi modelli e metterli alla portata di un pubblico più vasto.

E se ne uscisse fuori un affare che non metta a repentaglio la purezza degli originali, l’artigiano svizzero potrebbe portare avanti con più agio una carriera che è anche il suo hobby e la sua passione.

“Sognavo di fare chitarre da quando avevo dodici anni”, confessa. “È una cosa grandiosa trasformare un albero in uno strumento musicale. E se ti capita che una leggenda del jazz come Jim Hall prenda in mano una delle tue chitarre e la descriva come una delle migliori con cui abbia mai suonato… beh, è una cosa quasi commovente”.

swissinfo, Mark Ledsom, Coira
(traduzione dall’inglese: Serena Tinari)

Fatti e cifre

Claudio Pagelli ha cominciato a costruire chitarre dopo avere assaporato il successo come musicista nel gruppo pop svizzero “Stitch”.
Pagelli crea gli strumenti su design della moglie e dedica ad un pezzo fino a 450 ore di lavoro.
Uno dei pezzi forti della sua collezione può costare anche 18mila franchi.

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