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L'eccezione Swisscom

Bella figura in un paesaggio desolato: Swisscom ha una situazione finanziaria confortevole

(Keystone)

Alla bancarotta di WorldCom, si sommano le montagne di debiti di molte società del settore. Solo, nel mare di cifre rosse, l'operatore svizzero registra liquidità per tre miliardi di franchi.

La maggior parte delle società di telecomunicazione sono dei giganti dai piedi d'argilla. Deutsche Telekom o France Télécom, per esempio, hanno dei buchi nella cassa di 67 e rispettivamente 65 miliardi di euro.

Stesso quadro per i fornitori di tecnologia. Il costruttore svedese Ericsson ha cumulato un debito netto di 6,8 miliardi di dollari. La francese Alcatel è a quota meno 6,3 miliardi. C'è poco da ridere nel settore.

Situazione confortevole, ma...

Swisscom è un'eccezione degna di nota. Una strategia prudente, spese misurate e un po' di fortuna hanno permesso di sventare il gioco al massacro e la dirigenza si permette ancora sonni tranquilli su cuscinetti di liquidità di circa tre miliardi di franchi.

La prudenza dell'ex-monopolista elvetico sembra pagante. Ma anche la società è toccata dalla crisi. Sono già stati eliminati circa 6'000 posti di lavoro. Eppure nel contesto internazionale la società gode di una salute di ferro.

Anzi, prima del crollo del mercato Swisscom è riuscita a vendere a ottime condizioni un pacchetto del 25 per cento di azioni di Swisscom Mobile alla britannica Vodafone per 4,5 miliardi di franchi.

L'acquisto della tedesca Debitel sembra a sua volta essere stata un successo. La società non dispone di una rete propria per i cellulari, ma è il più importante operatore virtuale europeo con circa dieci milioni di clienti.

E da ultimo Swisscom, al contrario dei colleghi europei non ha dilapidato una fortuna per acquistare le licenze per le frequenze della prossima generazione UMTS.

Il risultato: un utile per il 2001 in crescita del 57 per cento, pari a 4,9 miliardi di franchi. In borsa il titolo tiene bene in un panorama fatto d picchi notevoli. Tutti verso il basso.

Avvenire incerto

Per il futuro Swisscom non può sperare in una continuità profumata. Benché rispettabile, il mercato della telecomunicazione elvetico è piccolo e prossimo alla saturazione. Nel 2001 la cifra d'affari complessiva è aumentata solo dello 0,8 per cento, raggiungendo quota 14,17 miliardi. "Nel 2002 - annuncia Swisscom - l'utile sarà sensibilmente più basso". E le possibilità di crescita sono minime.

In Europa Swisscom è un nano. Nel mercato continentale è il numero sette, a distanza da Deutsche Telekom, British Telecom, Telecom Italia, la spagnola Telefonica, l'inglese Vodafone e France Télécom.

"Dobbiamo sviluppare una strategia di nicchia", rileva il patron di Swisscom Jens Alder. Si parla di una rete di servizi per le aziende e si annuncia la continuazione della cavalcata del mercato della telefonia mobile su rete di terzi. Il futuro dirà se la strategia sarà vincente.

Luigino Canal


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