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L'eredità Bertossa

Nonostante la sua disponibilità, il sapere giudiziario ed investigativo di Bernard Bertossa non interessa né i Cantoni né la Confederazione

(Keystone Archive)

Procuratore generale di Ginevra da dodici anni, Bernard Bertossa ha lasciato venerdì il suo incarico in magistratura per raggiunti limiti d'età.

Bernard Bertossa è nato nel 1942 a Ginevra. Dopo la licenza in diritto ed il brevetto di avvocato dove Bertossa è stato eletto al Tribunale di primo grado di Ginevra. Nella sua carriera di magistrato ha presieduto tribunali di primo grado ed anche una sezione della commissione di ricorso in materia di costruzioni, la procura pubblica ed infine l'elezione alla funzione di procuratore generale del cantone di Ginevra. Nel ruolo del rersponsabile delle inchieste penali della magistratura ginevrina Bernard Bertossa ha affinato i contatti investigativi con i colleghi europei. Un approccio innovativo nella lotta contro la criminalità internazionale ed in particolare contro i circuiti finanziari illeciti. Un modus operandi che ha permesso alla Svizzera di approntare mezzi giudiziari all'avanguardia nella lotta ai colletti bianchi della criminalità finanziaria.

Magistrato d'eccezione

Un magistrato d'eccezione che ha contribuito a modificare l'immagine della Svizzera percepita all'estero. Un elemento dell'operato del Procuratore generale di Ginevra mess in luce anche dal quotidiano della sua citt, La Tribune deGenève che, nella sua edizione di giovedì riconosce come Bernard Bertossa abbia dato all'estero un'immagine di Ginevra e della Svizzera che ha controbilanciato i clichés negativi di "paradiso bancario" e "porto del denaro sporco".

"corrompere è diventato in Europa un loto dove si guadagnano pactole nove volta su dieci, in qualsiasi impunità". È la prima frase di presentazione "della giustizia o il caos", il libro dell'ex giornalista francese Denis Robert, che promuoverà nel 1996 l'appello famoso di Ginevra. Un colpo di bocca di sette giudici e magistrati europei, fra cui la Svizzera Bernard Bertossa.

In dodici anni quest'ex presidente del tribunale di polizia è diventato uno degli svizzeri più conosciuti, soprattutto al di fuori delle frontiere nazionali. La ragione del suo successo? La libera divulgazione delle informazioni giudiziarie. Il motto di Bertossa potrebbe riassumersi in questa sua frase: "Corrompere a Parigi, Milano o Ginevra è la stessa cosa".

Il suo motto: cooperare

Cattolico, originario di un villaggio in una valle italofona del Canton Grigioni, Bernard Bertossa ha accordato un posto immenso alla cooperazione giudiziaria internazionale. Né l'affare Elf, né le vendite illegali di armi francesi in Angola, avrebbero conosciuto tali risultati investigativi senza la collaborazione dei magistrati ginevrini diretti da Bertossa..

Paul Perraudin, che lo sostituirà da lunedì nelle funzioni di giudice d'istruzione federale, ha dedicato quasi cinque anni della sua vita a districare gli intrighi di una società petrolifera francese, occupata a corrompere politici, burocrati e dignitari di tutto il pianeta.

L'altro rovescio della medaglia sono le indagini sugli affari "sospetti" russi e messicani. Inchieste che hanno evidenziato i limiti di una giustizia svizzera che desiderava combattere il male al di là degli oceani. Come condannare il riciclaggio di denaro se i Paesi non collaborano nella lotta contro il crimine?

Chiari e scuri del bilancio

All'unanimità ammirato, Bernard Bertossa paradossalmente non ha lasciato veramente degli emuli in Svizzera. Ad eccezione di alcuni magistrati vodesi o bernesi, i giudici della confederazione elvetica non sempre si distinguono per la loro intransigenza nel da combattere il crimine organizzato.

All'estero, l'appello di Ginevra ha lasciato tracce, ma non ha spinto alla creazione di un parquet europeo. Come osserva Renaud Van Ruymbeke, giudice d'istruzione per i reati finanziari a Parigi: "La metà delle transazioni finanziarie mondiali continuano a passare per Paesi opachi".

Gherardo Colombo, sostituto del procuratore di Milano e magistrato del celbre pool di mani pulite, ha dichiarato al settimanale l'hebdo che per i delinquenti in colletto bianco "si hanno sempre difficoltà ad ottenere risposte rapide tra gli Stati europei". Dieci anni dopo l'assassinio del giudice antimafia Giovanni Falcone, la giustizia italiana ha piuttosto la tendenza a constatare che la "piovra mafiosa" solleva la testa.

Sapere che si perde

Bernard Bertossa, che compirà 60 anni il 12 settembre, ha più volte reso noto la propria disponibilità ad occupare una funzione meno esposta di quella di procuratore generale di Ginevra. Il suo obiettivo era quello di mettere a disposizione la grande esperienza giudiziaria maturata in quest'ultimo decennio.

Ma né la Confederazione né nessun Cantone si sono interessati a questo magistrato d'eccezione. Neppure il Partito socialista (del quale Bertossa è membro dal 1963) non ha fatto nulla. Un po' come se la Svizzera non avesse alcun bisogno di personalità carismatiche.

swissinfo/Ian Hamel.


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