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L'Istituto per la prevenzione dell'alcolismo ha 100 anni

Sono sempre più giovani i consumatori di bevande alcoliche

(Keystone Archive)

Per i festeggiamenti del centenario l'ISPA chiede al Parlamento di vietare la pubblicità di bevande alcoliche alla radio e alla televisione.

E' di mercoledì la notizia che il governo federale ha proposto al Parlamento di ridurre il tasso d'alcool nel sangue - autorizzato al volante - dallo 0,8 promille allo 0,5. Una decisione presa per combattere il fenomeno

Una proposta che porta fra l'altro la firma dell'ISPA, l'Istituto svizzero di prevenzione dell'alcolismo e di altre tossicomanie. Un'istituzione privata, indipendente e apolitica che in questi giorni o festeggia i 100 anni di esistenza.

Lotta alla dipendenza pericolosa

Nato nel 1902, l'Istituto si era prefisso di lottare contro i problemi legati all'alcolismo. All'epoca il consumo di acquaviti e altri superalcolici era altissimo. Basti pensare che negli ultimi 120 anni il consumo di queste bevande è diminuito del 70%, quello del vino, del 40%.

Negli anni ottanta, i responsabili dell'Istituto si sono resi conto che il fenomeno dell'alcolismo non era il solo a preoccupare la società e hanno esteso la loro attività anche al campo dell'eroina e delle altre tossicodipendenze.

L'Istituto, che ha sede a Losanna, collabora con istituzioni pubbliche e private, con organismi di ricerca e funge da consulente per il governo. Il 50% delle sue attività sono finanziate mediante donazioni private, il 20% grazie alle entrate provenienti dai mandati di ricerca che governo, cantoni e comuni affidano al governo. Un altro 20% viene ricavato dalla vendita di materiale didattico e da attività di consulenza e il restante 10% è coperto dai sussidi federali e cantonali.

Alcool e tabacco al centro delle preoccupazioni

In Svizzera le droghe che oggi preoccupano di più sono l'alcool e il fumo, soprattutto fra i giovanissimi. L'età media dei consumatori scende paurosamente sotto i 15-16 anni. La lotta contro questo fenomeno si svolge a due livelli: quello della prevenzione e quello della legislazione.

A questo proposito, il primo maggio sono entrate in vigore nuove norme alimentari che vietano la vendita di vino, birra, sidro e vino di frutti e bacche al di sotto dei 16 anni. Per i cosiddetti alcopop, le sgargianti e zuccherate bevande "alla moda", che contengono alcool, resterà in vigore il limite dei 18 anni e sugli imballaggi dovrà essere specificata la natura alcolica della bevanda.

Anche questa legge è entrata in vigore grazie all'opera di sensibilizzazione dell'Istituto svizzero per la prevenzione dell'alcolismo che per raggiungere i giovani si reca nelle scuole e contatta gli allievi. "I giovani accettano il dialogo", dice a swissinfo Verena Lapaire, dell'Istituto di Losanna, "ma è difficile convincerli degli effetti negativi di un eccessivo consumo di alcolici e sigarette".

Limitare i danni

"Andiamo nei ginnasi, nelle scuole professionali e incontriamo i giovani fra i 14 e i 18 anni. Li lasciamo parlare dei loro problemi e poi discutiamo anche di quello che sta a cuore a noi", aggiunge Michel Graf.

L'Istituto di Losanna ha una sua tattica: non potendo impedire ai giovani di bere o fumare, cerca con il loro aiuto di "limitare i danni", come spiega Michel Graf, invitando ad esempio questi ragazzi a non toccare la macchina se hanno bevuto. "Questo modo di procedere sembrerà minimalista, ma in fondo è realista", sottolinea Graf.

La "lobby" della salute

Il peso "politico" dell'ISPA non è da sottovalutare. L'atout dell'Istituto è che si tratta di un'istituzione privata, libera di esprimere le proprie opinioni. Proprio per questo viene tenuta maggiormente in considerazione. "Siamo la lobby della salute", dice Michel Graf. Le autorità federali sono pronte a trasformare in leggi le raccomandazioni dell'ISPA.

"I rappresentanti dell'industria delle bevande alcoliche quando ci vedono dicono: arriva il diavolo", scherza Graf. Anche questo settore dell'economia è comunque pronto al dialogo perché l'ISPA non vuole distruggere il mercato, vuole solo introdurre norme per la salvaguardia della salute dei giovani.

"Abbiamo contribuito a far passare una legge che obbliga i ristoratori a non vendere le bevande alcoliche ad un prezzo inferiore di quello degli analcolici", dichiara Verena Lapaire, "ma i ristoratori devono stare al gioco". Il dialogo funziona meno bene con l'industria del tabacco. Se per le bevande alcoliche ci si può accordare su una limitazione del consumo, è impossibile negoziare le quote di tabacco.

A livello europeo, buoni voti per la Svizzera

Paragonata al resto dell'Europa, la Svizzera fa molto nel campo della prevenzione e dei trattamenti ambulatoriali dei problemi legati all'alcolismo. Alcuni medici svizzeri, specializzati in questo particolare campo, sono pionieri in materia.

Per quanto riguarda la distribuzione controllata di eroina, la Svizzera ha dato prova di grande apertura e coraggio. "Tutto il mondo guarda all'esperienza elvetica. Alcuni con ammirazione, altri con disgusto", dice Michel Graf, "stiamo dimostrando a tutti che siamo in grado di percorrere nuove vie".

Elena Altenburger


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