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L'oasi fiorita nel cuore di Budapest

Martin Aeschlimann e Katja Schläfli nel loro negozio di Budapest

(swissinfo.ch)

Partiti quattro anni fa per l'Ungheria, Katja Schläfli e Martin Aeschlimann sono diventati l'esempio di un'emigrazione a controcorrente riuscita.

I due giovani bernesi hanno aperto un negozio di fiori a Budapest, che è diventato il loro luogo di lavoro, la loro casa, la loro piccola oasi nella capitale ungherese.

"Non avevamo nessuna idea dell'Ungheria. Non avevamo amici a Budapest. Non sapevamo neppure dove trovare dei fiori. E, d'altronde, non sapevamo nemmeno come si dice la parola 'fiore' in ungherese", spiegano Katja Schläfli e Martin Aeschlimann.

Queste premesse non sono bastate a scoraggiare i due giovani svizzeri. Quasi di colpo, quattro anni fa hanno deciso di lasciare comodità e sicurezza in Svizzera, per sfidare la sorte in Ungheria.

Da allora non hanno imparato soltanto a pronunciare la parola 'fiore' in ungherese. Hanno aperto un negozio nel centro di Budapest, che è diventato in poco tempo "il" negozio di fiori della metropoli ungherese.

Terra incognita

Katja Schläfli e Martin Aeschlimann sono nati e cresciuti nel canton Berna. Lei, dopo un diploma di fiorista, aveva lavorato come fioraia in diversi negozi della Svizzera. Lui, diplomato giardiniere, aveva raccolto esperienze anche nel commercio d'importazione di fiori.

Se la passavano così, con una vita piuttosto tranquilla, un salario fisso e senza troppi progetti per il futuro. Ma, un giorno, una conoscente sposata con un ex-rifugiato ungherese ha fatto balenare nella loro mente una strana idea: perché non aprite un negozio di fiori a Budapest?

"L'idea ci è piaciuta, anche se tutto ci sembrava estraneo nell'Europa orientale. Io conoscevo Vienna. Ma, oltre Vienna, mi sembrava che ci fosse il vuoto", ricorda Katja Schläfli.

"Siamo così venuti a visitare Budapest. Abbiamo trovato una città affascinante e in piena trasformazione, che ci sembrava poter offrire nuove prospettive. E ci siamo detti: proviamo".

Cultura della bellezza

Nel giro di poco tempo i due giovani svizzeri, allora nemmeno trentenni, si sono trasferiti nella capitale ungherese. Una città che sembra fatta su misura per chi ama i fiori, simboli della bellezza.

"Sin dall'inizio abbiamo avuto l'impressione che vi è una cultura della bellezza a Budapest. Dei tempi della monarchia sono rimasti moltissimi palazzi ed edifici che lasciano trasparire la loro bellezza, nonostante la polvere e l'incuria degli ultimi decenni", spiega Katja Schläfli.

A Budapest, i due espatriati si sono messi in fretta alla ricerca di un locale adatto per aprire un negozio.

"Abbiamo condotto una nostra piccola indagine di mercato, attraversando la città a piedi in ogni direzione. Fino a quando abbiamo trovato questo locale", racconta Martin Aeschlimann.

Situato in un vecchio edificio del centro città, il locale è diventato nelle mani dei due giovani uno dei più bei negozi di Budapest, un'alchimia riuscita di eleganza e buon gusto.

Una formula di successo

L'inizio non è stato per niente facile: gli ungheresi non erano ancora abituati a negozi come questi e avevano quasi paura di varcare la soglia.

"In Ungheria un prodotto elegante fa sempre pensare a qualcosa di caro. Ma i nostri fiori sembrano solo più cari perché li esponiamo in modo diverso degli altri negozi. Non li mettiamo in vasi di plastica, cerchiamo di mostrarli nella loro bellezza naturale", sottolinea Katja Schläfli.

I due svizzeri hanno tenuto duro e lavorato sodo. E, nel giro di due anni, la loro formula ha permesso al negozio di distinguersi dagli altri, di conquistare la sua clientela. Oggi gli affari vanno a gonfie vele: ai fiori si sono aggiunti diversi altri prodotti e al negozio si è aggiunto un ristorante.

"Ai clienti offriamo prodotti di qualità, ma anche un buon servizio, ad esempio una buona accoglienza. Anche questa è ancora merce rara in Ungheria. I clientli non vengono nemmeno salutati nei negozi", aggiunge Katja Schläfli.

Un colpo di fortuna

Nei primi tempi in Ungheria i nervi dei due svizzeri sono stati messi alla prova da alcune cose, come le insufficienze dei servizi pubblici o la relativa affidabilità della manodopera.

"Bisogna abituarsi a digerire queste cose, altrimenti si comincia a star male. Nel giro di mezz'anno uno si rende conto, se ce la fa a sopportare questi problemi o no. Bisogna imparare ad essere più flessibili di quanto si è in Svizzera, dove tutto è sempre regolato", afferma Martin Aeschlimann.

Oggi i due giovani bernesi sono contenti della loro scelta. A Budapest hanno trovato amici e molte persone pronte ad aiutarli, in caso di bisogno. E il negozio, dicono, è diventato la loro piccola "oasi" nella grande città. Vi si trovano così bene, da non sapere se il loro futuro sarà ancora in Svizzera.

"Non sappiamo se ritorneremo a vivere in Svizzera. Ma di certo la Svizzera resterà sempre nella nostra mente come un colpo di fortuna, se pensiamo alla mentalità, all'educazione, alla formazione professionale che abbiamo ricevuto", sottolinea Martin Aeschlimann.

swissinfo, Armando Mombelli, Budapest

Fatti e cifre

A fine 2005, vivevano all'estero 634'216 svizzeri, di cui 1'650 in Ungheria.
Due terzi dei membri della Quinta Svizzera risiedono in Europa.
Tre quarti degli svizzeri dell'estero dispongono di una doppia nazionalità.
105'000 sono iscritti nei registri elettorali.

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Katja Schläfli e Martin Aeschlimann

Katja Schläfli è nata nel 1973 ad Aarberg, nel canton Berna. Dopo un apprendistato e un diploma di fiorista, ha lavorato in diversi negozi di fiori in Svizzera. Per 5 anni ha anche diretto una boutique di fiori a Zurigo.

Martin Aeschlimann è nato nel 1972 nella stessa cittadina bernese. Ha conseguito un diploma di giardiniere ed è stato attivo anche nel commercio e nell'importazione di fiori.

I due giovani svizzeri si sono trasferiti nel 2002 in Ungheria, A Budapest hanno aperto un negozio di fiori e poi un ristorante alla Király utca 9, nel centro storico della capitale ungherese.

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