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L'USI si lancia nell'informatica

La sede di Lugano dell'USI ospiterà in futuro anche la facoltà di informatica

(Keystone Archive)

A sei anni dalla sua istituzione, l'Università della Svizzera italiana (USI) potrebbe arricchirsi di una nuova facoltà: scienze informatiche.

L'impostazione e il programma della nuova facoltà d'informatica, che andrebbe ad affiancarsi a scienze economiche, scienze della comunicazione e architettura, saranno definiti entro il prossimo giugno. La presentazione ufficiale avverrà qualche settimana dopo in occasione del Comunication Forum di Lugano.

Al progetto sta lavorando uno speciale Gruppo di coordinamento e di pianificazione per una facoltà che dovrebbe essere il trait d'union naturale tra Economia e Comunicazione. E in quest'ottica si è intensificata la collaborazione dell'USI con i Politecnici di Zurigo e di Milano, nonché con la SUPSI, la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana.

Concorrenza interna

Ma in Ticino c'è anche chi teme che la nuova facoltà possa entrare in concorrenza proprio con la SUPSI, o meglio con il Dipartimento d'informatica e di elettronica che è una delle punte di diamante della Scuola universitaria professionale. Timori infondati per il presidente dell'Usi Marco Baggiolini, secondo cui non si creeranno doppioni grazie ad una sostanziale differenziazione dei programmi di studi. Semmai, ha ribadito in più occasione il presidente, bisognerà lavorare per valorizzare i due istituti avvicinandoli il più possibile.

E la diversificazione dell'insegnamento distinguerà la facoltà ticinese d'informatica, anche dai corsi di studio offerti dall'ETH di Zurigo e dal Politecnico di Milano, per evitare così una concorrenza reale che per l'USI potrebbe rivelarsi assai pericolosa.

Tra nuovi progetti e odierna realtà accademica, l'Usi continua a crescere ampliando corsi e specializzazioni per adeguarli al progressivo aumento del numero degli iscritti. Per il semestre invernale 2001.2002 alle tre facoltà risultano iscritti 1463 studenti, rispetto ai 1228 dell'anno precedente. Di essi 663 sono ticinesi, 294 confederati, 358 italiani e altri 148 provenienti da Paesi diversi. La facoltà che va più forte è quella di Comunicazione con 714 iscritti, seguita da Architettura con 478 ed Economia con 271.

Libero D'Agostino


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