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La "Favorita" in vendita: un'epoca al capolinea?

La proprietà ospitava l'inestimabile collezione d'arte Thyssen, ora in Spagna.

(Keystone)

Lussuose abitazioni private per extraricchi nel futuro di Villa Favorita a Lugano. Forse. In Ticino fa discutere l’ipotizzata ricostruzione della prestigiosa proprietà Thyssen.

La baronessa Carmen Thyssen-Bornemisza vorrebbe risanare i dodici edifici esistenti e costruire altre quattro ville.

La proprietà in questione è un’affascinante opera architettonica del 1600: un grande complesso di ville e costruzioni immerse in un parco che si affaccia sul golfo del Lago di Lugano.

Il progetto di costruzione è stato presentato dall’architetto Sergio Cattaneo; attualmente la domanda è al vaglio degli uffici preposti e in particolare della Commissione dei beni culturali.

Ex-fiore all’occhiello del Ticino culturale

Villa Favorita apparteneva al barone miliardario Hans Heinrich Thyssen. La pinacoteca ospitava una volta la celebre collezione di opere d’arte del nobile, che la trasferì negli anni ’90 in Spagna, Paese d’origine della moglie.

La collezione, che attirava nella Svizzera italiana circa 300 mila visitatori l’anno, è attualmente esposta a Madrid, al museo Villahermosa. Un’amara perdita per la regione, denuncia da tempo la Società ticinese per l’arte e la natura-STAN, al Municipio di Lugano.

La proprietà è anche in vendita. La STAN ne ha proposto l’acquisto congiunto: Confederazione, Cantone e Città di Lugano.

Sono in corso incontri tra tutte le parti che potrebbero essere interessate e la baronessa Thyssen-Bornemisza; prossimamente si muoverà lo stesso Ufficio federale della Cultura, che effettuerà un sopralluogo alla Villa.

Un’occasione da non perdere

Ne è convinto Nadir Suter, membro del Comitato direttivo della Società svizzera per la protezione dei beni culturali e di Heimatschutz, organizzazione per la salvaguardia del patrimonio svizzero. A swissinfo spiega che "l’investimento è pagante perché le possibilità offerte da Villa Favorita sono infinite."

Quanto potrebbe costare? "Bisognerebbe chiederlo alla baronessa", risponde Nadir Suter, che ipotizza – per eccesso – una sessantina di milioni di franchi, per rendere in un qualche modo patrimonio pubblico la parte più pregiata della proprietà.

Suter si chiede quanti luganesi riterrebbero inutile l’acquisto. "Pochi", ne è sicuro, "soprattutto se si fanno i confronti con quanto la città ha già speso per il Casinò. Se Lugano riuscisse a vendere la sua parte di Casinò e lasciare i ‘grandi giochi’ in mano a chi ne garantirebbe una gestione corretta, potrebbe partecipare all’acquisto della Villa senza alcun sacrificio."

Ne vale la pena, spiega a swissinfo, perché "la Villa è un equilibrio di forme perfette. Concentra un grande capitolo della Storia e, a livello architettonico, è qualcosa di unico dalle nostre parti. Bisogna preservarla perché se osserviamo i palazzi costruiti attorno a Villa Favorita, non possiamo non preoccuparci della pianificazione futura..."

Ospitare nuove mostre artistiche, richiamare amanti dell'arte come la collezione Thyssen riusciva a fare. Insomma, preservare Villa Favorita può essere un grande asso nella manica di un Cantone che offre turismo di qualità.

"Il suo potenziale è grandissimo per la Città e il Cantone. Ma anche per la Confederazione, che vi potrebbe accogliere capi di Stato in uno scenario esclusivo, con discrezione e sicurezza."

Una vita per l’Arte

La storia di Villa Favorita si intreccia con la passione per l’arte della nobile famiglia Thyssen-Bornemisza. I baroni collezionarono per due generazioni dipinti antichi, mobili, sculture, tappeti, arazzi e argenteria.

Negli anni ’30 Villa Favorita venne acquistata per accogliere l’ampia raccolta. La costruzione era appartenuta al principe Federico Leopoldo di Prussia.

Le sale della Galleria furono aperte al pubblico alla fine degli anni ’40 dal barone Hans Heinrich, recentemente scomparso.

Hans Heinrich creò la maggiore raccolta privata di arte del XIX e XX secolo. Ed era a Lugano.

Il Ticino del bel tempo che fu

"La Villa è una raccolta di pezzi di storia", prosegue Nadir Suter, "animata dal ricordo di personaggi straordinari, artisti, ospiti di altissimo rilievo. Ogni elemento della proprietà parla di un’epoca."

Non mancano gli aneddoti come quello sulla passione di Hans Heinrich per gli animali esotici. "Il barone si era infatti comprato una pantera e un leopardo da tenere in Villa. Il leopardo è stato poi regalato al principe Ranieri di Monaco."

La Storia e il Passato non sono quantificabili; e il futuro di Villa Favorita? "Sarà lo specchio dell’intelligenza politica di oggi", conclude Nadir Suter.

swissinfo, Maddalena Guareschi, Lugano

In breve

Villa Favorita si affaccia sul Lago di Lugano. Il complesso di 12 edifici e la pinacoteca ne fanno, assieme al parco, una proprietà unica.

Risale al 1600 ed appartiene alla baronessa Thyssen-Bornemisza, che voleva venderla dopo la morte del marito, noto collezionista d’arte.

Prima di perdere gran parte della raccolta d’arte, donata alla Spagna, la pinacoteca attirava in Ticino 300 mila persone all’anno. Trattative sarebbero in corso per un acquisto congiunto tra Confederazione, Cantone e Città di Lugano.

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