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La battaglia degli affitti

Ancora non c'è consenso sui meccanismi per l'aumento degli affitti

(Keystone)

La riforma del diritto locativo continua a far discutere. La commissione del Nazionale ha approvato l'ennesima nuova variante. Il dibattito in parlamento si preannuncia animato e confuso.

Nonostante il progetto si trovi nella fase consacrata all'eliminazione delle divergenze, il botta e risposta tra i due rami del parlamento sulla controversa revisione del diritto locativo continua e una soluzione di compromesso sembra sempre più allontanarsi.

La commissione degli affari giuridici (CAG) del Nazionale ha adottato una nuova versione della riforma che serve da controprogetto all'iniziativa popolare "per delle pigioni corrette" lanciata dalle associazioni degli inquilini.

Soluzione "romanda"

Per un solo voto di differenza, quello decisivo della presidente della commissione, la socialista zurighese Anita Thanei, a spuntarla è stata la soluzione extraparlamentare elaborata tra le associazioni di proprietari e di inquilini romandi, un accordo raggiunto alla fine della scorsa settimana e al quale hanno poi dato il loro nullaosta anche le organizzazioni degli inquilini della Svizzera tedesca.

In base a questo modello solo l'80% dell'inflazione potrà essere trasferita sugli affitti. I proprietari saranno però autorizzati a richiedere aumenti di pigione per motivi eccezionali (vendita dell'immobile) o se effettuano investimenti che aumentano il valore dell'abitazione. Da parte loro gli inquilini potranno opporsi ad un aumento se dimostreranno che il rendimento è eccessivo.

"Dopo due anni di discussioni che rischiavano di sfociare in una situazione di stallo, la maggioranza ha fatto una scelta politica e pragmatica", ha detto il radicale Jean-Paul Glasson, sostenitore dell'accordo romando definito un "compromesso storico". Il Consiglio degli Stati aveva infatti messo a punto un sistema troppo favorevole ai proprietari, in particolare per aumentare gli affitti, sistema contro il quale le associazioni degli inquilini avevano già minacciato il referendum e che aveva suscitato la disapprovazione dello stesso ministro dell'economia Pascal Couchepin.

Numerose proposte in vista

Ma Couchepin si è detto contrario anche alla soluzione prescelta ora dalla maggioranza della CAG, ha precisato la radicale Dorle Vallender. A nome della minoranza ha annunciato che presenterà al plenum il modello elaborato dal democristiano Jean-Michel Cina e scartato dalla commissione. Questo prevede la possibilità di adattare la pigione all'inizio del contratto di locazione sulla base di una pigione di riferimento del quartiere o della zona. Durante la locazione l'affitto potrà subire aumenti in proporzione al rincaro (indicizzazione del 100% all'inflazione) o a causa di investimenti.

Anche una versione leggermente più soft del modello approvato dagli Stati verrà di nuovo sottoposta alla discussione per iniziativa di singoli parlamentari. Il dibattito si preannuncia acceso e le chance dell'"accordo romando" precarie. L'unico comune denominatore tra le varie proposte riguarda l'abbandono del meccanismo che attualmente lega l'evoluzione degli affitti alla variazione dei tassi ipotecari, un legame che invece l'iniziativa popolare vuole mantenere ma correggere con un tasso medio "lisciato" su un periodo di 5 anni.

Luca Hoderas

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