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La Costituzione europea in breve

Da unione commerciale fra tre Stati, nata dopo la Seconda guerra mondiale, si è arrivati oggi ad un’unione politica di 15 Stati. L’allargamento a est è inoltre alle porte.

In questi anni è nato il bisogno di un nuovo ordinamento che legittimi l’avvicinamento, crei un’identità comune e permetta un’azione efficace delle istituzioni.

L’Europa dei quindici basa il suo funzionamento su una serie di accordi che definiscono le istituzioni comuni (l’Assemblea dei ministri, la Commissione, il Parlamento europeo) e le regole della convivenza e dello sviluppo.

In cinquant’anni, dalla prima firma a Roma all’ultimo accordo di Nizza, l’Unione ha preso forma ed è cresciuta. Alla vigilia del più importante allargamento – che prevede l’adesione di Cipro, Malta e otto paesi dell’ex-blocco sovietico – si è cristallizzata la necessità di dare maggiore importanza alle strutture comuni. Nel dicembre 2001 è arrivato dunque il mandato di scrivere una «Magna Carta», una Costituzione per l’Europa.

Nel messaggio affidato alla commissione incaricata, chiamata «Convenzione» si legge: «Oggi occorre rispondere a nuove sfide. Queste sfide sono altrettanti motori che spingono l'Unione europea a ripensare il suo ruolo, a migliorare il suo funzionamento e a trovare nuove vie di progresso e di democrazia».

L’Europa e i suoi compiti

La Convenzione è stata incaricata di formulare proposte su tre temi: avvicinare i cittadini al progetto europeo e alle istituzioni europee; strutturare la vita politica e lo spazio politico europeo in un'Unione allargata; fare dell'Unione un fattore di stabilizzazione e un punto di riferimento nel nuovo ordine mondiale.

A giugno la Convenzione, presieduta dal ex-presidente francese Valéry Giscard d’Estaing, ha terminato i lavori di stesura. Il progetto presenta 406 articoli e dovrebbe dare delle nuove basi univoche all’Europa politica. Il 4 ottobre è iniziato a Roma il vaglio da parte dei capi di Stato.

I valori del vecchio continente

Fra i valori fissati nel preambolo si legge: «L'Unione si fonda sui valori della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello stato di diritto e del rispetto dei diritti umani. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società fondata sul pluralismo, sulla tolleranza, sulla giustizia, sulla solidarietà e sulla non discriminazione». Il rispetto dell’«unita nella diversità» è un carattere fondamentale che dovrebbe creare un tetto comune alle diverse realtà presenti nella «Casa Europa».

Ma se la tradizione umanista e illuminista europea si legge con chiarezza, i paesi cattolici (Spagna, Portogallo, Italia e Polonia) vogliono ancorare esplicitamente nel testo anche i valori del cristianesimo. Un desiderio che mette in discussione il carattere laico dell’Unione e pone un’ipoteca ad una futura adesione della Turchia.

Il diavolo nel dettaglio

Sulle grandi linee il progetto raccoglie i consensi. Tutti concordano sul fatto che «L'Unione si prefigge di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli». Ma sul come realizzare il traguardo le opinioni divergono.

Il progetto prevede una Commissione composta di un presidente, un vice-presidente e ministro degli esteri europeo. Completano il futuro esecutivo 13 commissari. A questi si aggiungono dieci commissari senza diritto di voto.

Non tutti i paesi disporrebbero dunque di un commissario a pieno titolo e inoltre si prevede l’abolizione della clausola di veto, presente attualmente. Una cosa che non piace a tutti, soprattutto agli euroscettici inglesi che non fanno parte della zona Euro.

Anche la difesa unitaria non trova tutti unanimi: un esercito europeo farebbe concorrenza al Patto atlantico (NATO). Per non parlare della presidenza sganciata dalla rotazione fra i membri, conosciuta attualmente.

Simbolicamente l’assemblea dei capi di Stato è ritornata a Roma, dove il progetto europeo è nato mezzo secolo fa. Il primo incontro non ha prodotto risultati tangibili. Saranno i tecnici nelle prossime settimane a discutere i dettagli ma – prevedono gli esperti – un compromesso uscirà solo all’ultimo minuto con un accordo politico fra i capi di Stato.

swissinfo, Daniele Papacella

In breve

Le prossime tappe della Costituzione europea:

Ottobre 2003
Sabato 4 ottobre si è svolta la conferenza ministeriale a Roma. I lavori continuano a livello di tecnici nelle settimane seguenti.

Dicembre 2003
L’accordo dovrebbe essere siglato, la stesura definitiva passa ai singoli Stati per la ratifica. Nella maggior parte dei paesi basta la ratifica del parlamento. In Danimarca e Irlanda il referendum popolare è obbligatorio. In altri paesi è possibile.

Maggio 2004
I nuovi paesi aderiscono all’Unione: Cipro, Malta, Estonia, Lettonia, Lituania, Repubbliche ceca e slovacca, Slovenia.

Giugno 2004
Il nuovo popolo dell’Unione europea vota il suo primo Parlamento con 730 deputati.

2005
La Costituzione entra in vigore.

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