La Croce rossa critica Israele

Israele viola il diritto umanitario internazionale. È questa in sostanza l'accusa mossa giovedì dalla Croce Rossa internazionale (Cicr) alle autorità israeliane, colpevoli secondo l'organizzazione di aver ritardato i soccorsi alle vittime dell'intervento militare nella Striscia di Gaza.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 gennaio 2009 - 17:07

Il Cicr sostiene che le forze dello stato ebraico rallentano i soccorsi e impediscono alle ambulanze di evacuare i feriti dalle zone colpite. In particolare avrebbero ritardato l'accesso ai feriti in un quartiere di Gaza, tra cui quattro bambini che per quattro giorni sono rimasti in casa senza cibo e acqua accanto al cadavere della madre.

L'organizzazione ha chiesto che agli operatori della Mezzaluna Rossa palestinese venga permesso di fare il loro lavoro.

«Quanto è accaduto è semplicemente scioccante», ha detto il responsabile del Cicr in Israele, Pierre Wettach. Le ambulanze, ha aggiunto, sono state autorizzate a intervenire solo mercoledi, ossia quattro giorni dopo l'inizio dell'offensiva terrestre.

«I militari israeliani dovevano sapere bene qual era la situazione ma non hanno fatto niente per soccorrere i feriti», ha proseguito Wettach. In un comunicato diffuso giovedì a Ginevra, il Cicr sostiene che «in questa circostanza gli israeliani non hanno fatto fronte ai loro obblighi in base al diritto umanitario internazionale».

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