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La destra zurighese contro le scuole coraniche

Altre religioni potrebbero essere accettate pubblicamente a Zurigo

(Keystone)

Zurigo si avvia al voto popolare del 30 novembre che deciderà sul riconoscimento delle comunità religiose, e sui rapporti tra lo stato e le chiese.

Una votazione preceduta da una battaglia dura, condotta anche a colpi d’affermazioni false e sprezzanti.

“Denaro dei contribuenti per le scuole coraniche? No!” Questo è lo slogan con cui l’Udc zurighese affronta il tema. È uno slogan che, come quasi tutti quelli del partito di Christoph Blocher, trae un po’ in inganno.

In effetti, non si tratta di decidere se il canton Zurigo debba finanziare le scuole dei musulmani, ma di regolamentare ex-novo i rapporti tra lo stato e le chiese, con il riconoscimento di altre comunità religiose oltre a quelle tradizionali (evangelico-riformata, cattolico-romana e cristiano-cattolica).

Modifica costituzionale e legislativa

Nello specifico, andranno in votazione una modifica della Costituzione cantonale e due leggi, una sulle chiese e una sul riconoscimento delle comunità religiose. Per capire ciò che si vuole cambiare, occorre però fare un passo indietro.

Nel cantone di Zurigo le tre chiese tradizionali godono di personalità giuridica, che dà loro diritto di determinare autonomamente votazioni ed elezioni interne, di ottenere sussidi statali e di imporre tributi.

Nel 1995, dopo una combattutissima campagna, una votazione popolare respinse la netta separazione tra stato e chiese.

Promessa da mantenere

Allora i fautori del mantenimento dello “status quo” la ebbero vinta anche grazie alla promessa che i legami tra stato e chiese sarebbero stati allentati, ma anche estesi, con i relativi privilegi, ad altre comunità religiose.

Ora, con la riforma costituzionale in atto, è arrivato il momento di mantenere quella promessa.

Governo e parlamento hanno però deciso di farlo con una procedura complessa, sottoponendo a votazione popolare sia la modifica costituzionale, sia le due leggi che ne conseguono.

La modifica della Costituzione propone l’estensione del riconoscimento ad altre comunità religiose, con l’autonomia giuridica che tale riconoscimento comporta.

Per via di legge vengono invece ridotte le attuali prescrizioni organizzative per le tre chiese tradizionali, ma vengono loro imposte regole più severe circa l’impiego del denaro pubblico.

Regole che anche le altre comunità religiose devono rispettare se vogliono ottenere il riconoscimento legale.

Le ragioni di chi si oppone

La riforma è sostenuta dalla sinistra (socialisti ed ecologisti) e dal centro d’ispirazione cristiana (Pdc e partito evangelico), ma è osteggiata dalla destra (Udc e liberal-radicali).

I motivi d’opposizione sono sostanzialmente tre. Il primo è un rifiuto di principio dell’autonomia giuridica delle chiese, che introduce il diritto di voto agli stranieri sulle questioni interne e sarebbe «opera d’ideologi di sinistra che vagheggiano una Svizzera multiculturale».

Il secondo motivo è rappresentato dai soldi: le comunità religiose saranno considerate parte della rete sociale e dovranno impiegare il denaro pubblico in «attività importanti per tutta la società», e non per scopi puramente ecclesiastici. Ma gli oppositori presumono che non sarà così.

Il terzo motivo è il riconoscimento. E qui gli oppositori parlano del rischio che vengano riconosciute anche sette antisociali o pericolose.

Il grado d’integrazione richiesto alle comunità religiose è tuttavia così elevato che soltanto ebrei e luterani potranno essere facilmente riconosciuti, mentre cristiano-ortodossi e musulmani saranno costretti a notevoli adattamenti.

swissinfo, Silvano De Pietro

In breve

Cittadini del canton Zurigo alle urne nell’ultima fine settimana di novembre per votare sul riconoscimento delle comunità religiose, e sui rapporti tra lo stato e le chiese.

In votazione una modifica della Costituzione cantonale e due leggi che comportano anche il riconoscimento di altre comunità religiose, oltre a quelle tradizionali evangelico-riformata, cattolico-romana e cristiano-cattolica.

La vigilia elettorale caratterizzata da una dura battaglia politico-ideologica, condotta a colpi di affermazioni false e sprezzanti.

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