La direzione della Posta al contrattacco

il direttore della Posta, Ulrich Gygi, considera violata la pace del lavoro Keystone

L'azienda sporge denuncia contro il blocco di quattro centri di smistamento da parte del sindacato della comunicazione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 novembre 2004 - 18:08

La direzione della Posta ritiene che le regole del partenariato sociale siano state violate.

Le azioni della notte tra giovedì e venerdì, in un periodo di distribuzione di pacchi prenatalizio molto intenso, hanno ostacolato il servizio pubblico della Posta, ha detto alla stampa il direttore Ulrich Gygi.

È la prima volta che questo accade, affermano i vertici dell'impresa, che sottolineano come le conseguenze dei blocchi siano state limitate grazie agli sforzi forniti dal personale.

La Posta chiede alla commissione paritetica, ente presso il quale è stata sporta la denuncia, di imporre al sindacato di rispettare questo principio durante la durata del CCL. Il direttore ha ribadito che l'ex regia è disposta a dialogare ma senza condizioni.

Primo avvertimento

Per il Sindacato della comunicazione invece le azioni non sono che un avvertimento, per spingere la Posta a «ritrovare la ragione» e a riprendere i negoziati.

In caso contrario ci potranno essere azioni più dure. Le nuove misure di protesta sono già state pianificate e saranno discusse venerdì nel corso della conferenza aziendale del gruppo Posta, che riunisce i delegati del personale, ha precisato Christian Levrat, presidente del sindacato.

I rappresentanti dei lavoratori chiedono di non distaccare l'unità trasporto che conta 270 salariati e di applicare il contratto collettivo di lavoro (CCL) della Posta a tutti i dipendenti, anche quelli delle unità trasformate in società anonime.

Denuncia di transfair

La Posta non è la sola ad appellarsi alla commissione paritetica. Stamane anche il sindacato cristiano sociale transfair ha inoltrato una denuncia chiedendo alla commissione di stabilire se sia legale che i dipendenti del gigante giallo trasferiti nelle filiali siano sottoposti a rapporti di lavoro che si basano sul diritto privato.

Transfair è convinto però che i problemi sindacali debbano essere risolti all'interno dell'azienda e che «clienti e collaboratori non debbano essere colpiti».

Per il Sindacato della comunicazione invece il problema non può essere risolto per via giuridica. «Non spetta alla commissione paritetica gestire un conflitto legato alla strategia adottata dalla Posta», ha detto Levrat.

Le parti hanno dieci giorni per prendere posizione prima che la commissione si riunisca. Ci vorranno poi alcune settimane prima che questa deliberi.


swissinfo e agenzie

In breve

In giugno la Posta e il Sindacato delle comunicazione hanno rinnovato il contratto collettivo.

L'8 ottobre, la Posta annuncia l'esternalizzazione di 270 impieghi. I sindacati chiedono nuove trattative e accusano la direzione aziendale di ricorrere a servizi esterni per aggirare gli standard salariali.

La Posta non entra nelle trattative e, il 10 novembre, il sindacato annuncia delle misure di protesta «dure».

Il 23 novembre fallisce un tentativo di conciliazione e un giorno dopo anche la mediazione del consigliere federale Moritz Leuenberger non trova esito.

Giovedì mattina sindacalisti e impiegati occupano quattro centri di distribuzione a Daillens (VD), Härkingen (SO), Frauenfeld e Bellinzona.

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