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La lenta crescita delle città svizzere

Troppo lenta la crescita delle città svizzere rispetto alla media europea

(Keystone)

Uno studio rivela che le città elvetiche, così come Milano, hanno un ritmo di crescita economica più lento rispetto a quelle europee.

Per Avenir Suisse, la think tank vicina al centrodestra che ha commissionato lo studio, la causa è da ricercare in un federalismo che non è più al passo coi tempi.

Le aree urbane svizzere registrano un ritmo di espansione economica più lento rispetto alle metropoli europee e lo scarto è evidente soprattutto nel raffronto con il nord Europa. Lo afferma uno studio commissionato da Avenir Suisse – una «fabbrica d'idee» vicina agli ambienti economici – all'istituto BAK Basel Economics.

Da qualche tempo, Avenir Suisse sta mettendo in discussione le strutture del federalismo elvetico, che rappresenterebbero, nella loro forma attuale, un freno alla crescita economica. Lo studio pubblicato mercoledì dal BAK offre ad Avenir Suisse ulteriori argomenti per chiedere delle riforme.

La città come la campagna

Lo studio rivela che le città svizzere, dal profilo della crescita, si discostano solo di poco dalle aree periferiche e che perciò, a differenza di quanto avviene nel resto d'Europa, non costituiscono un motore economico in grado di trascinare il resto del paese.

Nelle metropoli europee, indica lo studio, il tasso di crescita reale del prodotto interno lordo si è attestato tra il 1995 e il 2003 al 2,1% annuo. I dati svizzeri sono meno brillanti: Berna, l'area del Lemano (Ginevra e Losanna) e Zurigo fanno segnare un'espansione compresa tra l'uno e l'1,5% e si collocano di conseguenza in fondo alla classifica, assieme a Milano, Bruxelles e Vienna.

Basilea fa molto meglio: raggiunge infatti il 2,2% e si situa persino leggermente al di sopra della media europea. Il dato della città renana rimane comunque inferiore alle «performance» di Lussemburgo, Helsinki, Oslo, Stoccolma, Londra, Monaco di Baviera, Madrid e Barcellona, che raggiungono e addirittura superano la soglia del 3%.

Nel nord Europa, afferma ancora lo studio, il tasso di crescita delle metropoli supera quello delle altre regioni di 1-1,5 punti percentuali. Diversa la situazione in Svizzera: Berna, l'area del Lemano e Zurigo sopravanzano solo di poco la media nazionale. Basilea, per contro, segnala uno scarto di 0,9 punti, avvicinandosi così ai «valori nordici».

Le ragioni della crescita

La più vigorosa spinta economica dei centri urbani è riconducibile nella maggioranza dei casi a settori dinamici quali il commercio, la finanza, i trasporti, le comunicazioni, i servizi per le imprese, la ristorazione, la cultura e lo sport. In Svizzera un segmento importante è sicuramente quello finanziario: solo a Zurigo però il contributo di tale comparto alla crescita globale risulta superiore al corrispondente dato delle metropoli europee.

Lo studio del BAK indica che il successo economico è da ricondurre a politiche di ricerca, sviluppo e formazione orientate verso la crescita. La creazione di nuovo sapere necessita personale altamente specializzato e anche in questo caso le disponibilità del nord Europa superano quelle elvetiche.

Gli esperti basilesi rilevano peraltro che negli ultimi vent'anni i progressi compiuti all'estero sul fronte della liberalizzazione sono stati più incisivi rispetto alla dinamica svizzera. Meglio delle città elvetiche hanno fatto non solo le città nordiche e anglosassoni, ma anche quelle tedesche, olandesi, austriache e spagnole.

La Svizzera primeggia invece quanto a flessibilità del mercato del lavoro: in questo caso le città elvetiche ottengono voti più alti rispetto all'insieme delle metropoli europee. Risultano migliori della concorrenza anche dal profilo della pressione fiscale e dell'accessibilità. Ma questi fattori, conclude il BAK, non permettono alla Svizzera di colmare il divario.

Un federalismo da riformare

Commentando i risultati della ricerca il vicedirettore del BAK, Hansjörg Blöchliger, ha detto che il federalismo elvetico può costituire un freno all'economia e vi è quindi necessità di riformarlo. Dei cambiamenti dovrebbero essere apportati anche al sistema di democrazia diretta.

In nessuna parte d'Europa la liberalizzazione del commercio è risultata tanto contenuta quanto in Svizzera. Il federalismo svizzero, secondo il BAK, porta ad una compartimentazione economica che ostacola la concorrenza, produce doppioni e spinge verso l'alto i costi delle prestazioni statali.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

In Svizzera, il concetto di «regioni metropolitane» è nato in seguito alla globalizzazione e al processo d'integrazione europeo.
Da più parti si riflette sull'opportunità di suddividere la svizzera in regioni piuttosto che in cantoni.
Avenir Suisse suddivide la Svizzera in sei grandi regioni metropolitane con più di mezzo milione di abitanti.
Le regioni metropolitane si estendono intorno alle città di Ginevra, Losanna, Berna, Basilea, Zurigo e Lugano.

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In breve

Il federalismo svizzero è un caso unico sul piano internazionale.

Nessun paese è suddiviso in entità così piccole e nessuno affida a queste ultime lo stesso numero di competenze della Svizzera.

I cantoni e i comuni sono molto piccoli. Un cantone è in media tre volte più piccolo di un dipartimento francese e 80 volte più piccolo di un Land tedesco.

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