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La rabbia dei camionisti italiani

(Keystone)

Le misure svizzere per limitare il traffico pesante suscitano le ire degli autotrasportatori italiani, che in una lettera denunciano "le vessazioni della polizia svizzera"

In una lettera inviata giovedì ad autorità e parlamentari comaschi, della Regione Lombardia e di Roma, nonché alle organizzazioni del settore, Giorgio Colato, presidente provinciale della Federazione italiana degli autotrasportatori (FAI) di Como, denuncia i disagi crescenti subiti dai camionisti che transitano dal San Gottardo e dal San Bernardino. Disagi che, sempre secondo la lettera, sembrano «creati ad arte per scoraggiare i tir ad attraversare la Svizzera».

Ostruzionismo svizzero?

"La polizia svizzera ci tratta male. Ci costringono a file interminabili, bloccano i nostri camion alla frontiera di Chiasso".

Giorgio Colato, accusa le autorità svizzere di ostruzionismo. Il colmo è stato raggiunto in settimana quando 25-30 centimetri di neve hanno bloccato le Alpi. Una cosa mai vista prima e che fa dubitare della buona fede degli svizzeri.

La sindrome di Annibale

Gli autotrasportatori italiani la chiamano ormai la sindrome di Annibale. Il superamento delle Alpi, dal grave incidente avvenuto nel tunnel del San Gottardo il 24 ottobre scorso, è diventato un'impresa quasi impossibile per i Tir della vicina Repubblica.

"Si sperava che con la riapertura del traforo il 22 dicembre, le cose sarebbero andate piano, piano migliorando. Invece è avvenuto esattamente il contrario", dice Colato.

È un profondo senso di amarezza che caratterizza le parole del presidente provinciale della Federazione italiana autotrasportatori di Como.

Strade bloccate per 30 centimetri di neve

Camion bloccati alla frontiera di Chiasso per ore; la polizia ticinese che in modo scortese ferma i camionisti sulla N2 senza dare loro la minima spiegazione dei blocchi.

È successo ancora nel corso di questa settimana quando per 25-30 centimetri di neve, l'asse principale fra Nord-Sud è rimasto sbarrato per un giorno intero.

"Una cosa mai vista", dice Colato. "Sappiamo che i tecnici svizzeri sanno far fronte a emergenze ben più gravi. Non sarà uno spruzzo di neve a poter bloccare l¹Europa. Per questo dico che qualcuno ci gioca contro. Che esiste una chiara volontà di boicottarci, di scoraggiare il passaggio dei Tir italiani attraverso i valichi elvetici".

Una commissione per fare chiarezza

Giorgio Colato ora vuole risposte chiare. Pretende l¹istituzione di una commissione ad hoc che chiarisca finalmente quali sono le intenzioni di Berna.

Attraverso le Alpi transita il 60 per cento dell'export italiano. "Non è possibile che da Chiasso a Basilea ci si impieghi fra le 12 e le 16 ore, quando prima dell'incidente del San Gottardo i tempi di percorrenze erano di tre volte inferiori. Noi perdiamo un sacco di soldi, perdiamo clienti in Germania e Francia non più disposti ad attendere le merci per giorni".

Crisi per il settore italiano dei trasporti su strada

Il rischio è che il settore dell'autotrasporto italiano paghi pesantemente la crisi della viabilità. Già si parla di licenziamenti. Molte industrie della Pianura Padana stanno studiando la possibilità di delocalizzare altrove la produzione per poter essere più vicini al mercato Nord-europeo, evitando lo scoglio dei valichi alpini.

"Noi chiediamo", dice ancora Colato, "che venga predisposto da subito un corridoio notturno per permettere ai Tir di varcare le Alpi senza inutili ritardi."

Raddoppio

Colato si spinge oltre e pretende che venga istituito un senso unico sul San Gottardo e sul San Bernardino. "Da una parte si procede verso nord e dall'altra si viaggia verso sud. Un dispositivo che deve valere non solo per i camion ma per tutto il traffico autostradale."

È chiaro, conclude il rappresentante degli autotrasportatori, che il raddoppio autostradale del tunnel del San Gottardo -a medio termine- è l'unica soluzione per uscire da questa situazione.

La sicurezza al centro per Berna

Da parte loro, le autorità svizzere hanno smentito finora le accuse espresse dagli autotrasportatori italiani. Secondo il Dipartimento federale dei trasporti, le misure di contenimento del traffico pesante sono state introdotte soltanto per questioni di sicurezza, in modo particolare per evitare nuove tragedie, come quella della galleria del Gottardo del 24 ottobre scorso.

Tra i nuovi provvedimenti applicati dopo la riapertura della galleria figurano il passaggio alternato dei camion in una sola direzione. Gli automezzi pesanti vengono inoltre regolarmente deviati o bloccati negli spazi di sosta previsti sull'autostrada N2.

Francesco Dirovio


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