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La SGS vuole $120 milioni dal Pakistan

La SGS attende una decisione sul caso dagli Stati Uniti

(Keystone)

La Société Générale de Surveillance (SGS), con sede a Ginevra, fa nuovamente causa al governo pakistano per rottura di contratto.

SGS chiede 120 milioni di dollari (190 milioni di franchi) di danni al Pakistan che ha cancellato prematuramente un contratto di ispezione di qualità di materiali. "Rivogliamo i nostri soldi" è quanto avrebbe detto il portavoce della SGS Jean-Luc de Buman.

Già il 25 aprile la società ha sottoposto il caso ad un centro internazionale preposto alla soluzione delle dispute internazionali, l'International Centre for Settlement of Investement Disputes a Washington. Il tribunale, che è sotto la giurisdizione della Banca mondiale, ha incaricato tre giudici del caso.

Si tratta di un caso che data 1996 quando un contratto fu firmato tra la SGS e il governo pakistano di allora, guidato da Benazir Bhutto. Poco dopo la firma, il nuovo governo pakistano cancellò il contratto con la SGS, tre anni prima della sua scadenza.

La SGS ha già fatto causa al governo pakistano - nell'aprile 2001 - chiedendo 329 milioni di dollari. "I due casi non sono connessi", ha dichiarato de Buman, "e il primo è ancora aperto".

La SGS terminò l'anno 2001 con una perdita di 75 milioni di franchi, con un calo del fatturato in calo di 1,6 per cento a 2,3 miliardi di franchi.

swissinfo e agenzie


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