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La campagna degli oppositori alla strategia energetica non è riuscita a convincere la maggioranza del popolo svizzero

KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI

(sda-ats)

La stampa svizzera ha accolto oggi con toni favorevoli il risultato della votazione federale di ieri sulla strategia energetica 2050 del Consiglio federale. I giornali elvetici sottolineano tuttavia che la strada da percorrere necessiterà sforzi e sacrifici.

Il "sì" del 58% dei votanti alla revisione della legge sull'energia è una vittoria della ragione sulla paura, secondo Le Temps. Il quotidiano ginevrino rileva come "la popolazione svizzera non si sia fatta ingannare" dalle "sciocche minacce proferite dall'UDC, come quella di dover pagare 3'200 franchi in più all'anno, fare la doccia con l'acqua fredda o razionalizzare il consumo di banane".

Gli Svizzeri sono consapevoli "che la produzione di energia atomica è entrata nella sua ultima fase di vita", rileva ancora il giornale romando. "Come il carbone fu all'epoca sostituito dal nucleare, quest'ultimo dovrà progressivamente cedere il posto a nuove risorse", aggiunge Le Temps.

La paura attizzata dagli oppositori alla strategia energetica "nel corso di una campagna elettrica" non è stata pagante, sottolinea La Liberté. "Alla fine è stata l'UDC a farsi la doccia fredda promessa al popolo" in caso di sì. Secondo il quotidiano friburghese, le sue stravaganti previsioni sul costo reale della riforma hanno rappresentato una cortina di fumo volta a mascherare l'assenza di serie soluzioni alternative. Ma "il futuro non sarà così semplice", rileva ancora La Liberté.

Non è un consenso totale

Per la Neue Zürcher Zeitung, "l'accettazione della legge sull'energia non è un consenso totale alla strategia energetica 2050 del Consiglio federale". Stando al quotidiano zurighese, i punti sensibili ma cruciali della strategia governativa non sono ancora stati affrontati e men che meno risolti".

Dal canto loro, il Tages-Anzeiger e il Bund ritengono che "gli avversari siano ora obbligati ad abbandonare il loro atteggiamento distruttivo e a contribuire alla futura politica di approvvigionamento energetico" del Paese. Secondo i due quotidiani svizzerotedeschi, "le sfide rimangono importanti, ieri sono state posate soltanto le fondamenta con la prima tappa della strategia energetica".

Doris Leuthard

Per il Blick, "il sì è un risultato considerevole, dal momento che i cittadini dicono generalmente 'no' a scelte le cui conseguenze non sono ancora chiare (...). Ma la maggioranza ha riconosciuto che si tratta di una politica in favore delle generazioni future". Il quotidiano sottolinea che "per una volta, non v'è stata una frattura tra il popolo e le élite", grazie in particolare alla campagna della consigliera federale Doris Leuthard.

"Il numero di questioni aperte mostra che il cambiamento di direzione è lungi dall'essere ultimato", mette in guardia la Basler Zeitung. "Una sola cosa è certa: (la strategia energetica) costerà caro, molto caro". Il giornale basilese dà appuntamento al 2020, "quando le centrali nucleari chiuderanno definitivamente in Germania. Sarà allora possibile misurare, se la strategia energetica sarà sulla buona strada".

SDA-ATS

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