La Svizzera al capezzale del processo di pace israelo-palestinese

Anche la Svizzera si adopera per normalizzare le relazioni israelo-palestinesi Keystone

Il governo palestinese ha chiesto alla Svizzera di organizzare "il più presto possibile" una conferenza sull'applicazione della Quarta Convenzione di Ginevra. Il consigliere federale Joseph Deiss ha detto di essere pronto - a certe condizioni - ad accogliere la richiesta. Deiss ha condannato gli ultimi raids israeliani su obiettivi palestinesi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 maggio 2001 - 18:18

Gli attacchi dello Stato ebraico con cacciabombardieri costituiscono "un uso sproporzionato della forza", ha dichiarato lunedì il ministro degli esteri elvetico dopo un incontro con il ministro palestinese per la cooperazione internazionale Nabil Shaat. Questi ha affermato che fino all'avvio di trattative il popolo palestinese ha bisogno di protezione contro la "veemenza della violenza" di Israele in una "sporca guerra d'aggressione".

La Svizzera vuole organizzare una conferenza che "promuova" e non una conferenza che "ostacoli" il processo di pace in Medio oriente, ha dichiarato Deiss; Berna auspica la partecipazione di un gran numero di Stati.

I preparativi sono in corso, ma né il capo del Dipartimento federale degli affari esteri né il ministro palestinese hanno avanzato una data. Tuttavia, secondo Shah la Svizzera mostra una "reale volontà" di realizzare la conferenza.

La Confederazione, quale depositaria delle Convenzioni di Ginevra, è stata incaricata dall'Assemblea generale dell'ONU di organizzare tale riunione internazionale, intesa a regolamentare la condotta di un occupante nei territori che controlla. Ostacolo alla conferenza è l'opposizione di alcuni paesi, tra i quali Israele e Stati Uniti. Il testo della Quarta Convenzione impedisce ad esempio la costruzione di colonie nelle regioni occupate.

Deiss, nell'incontro con i media, ha contraddetto il punto di vista di Israele secondo cui la Quarta Convenzione non si applica ai Territori palestinesi. Ha inoltre affermato che Berna appoggia le conclusioni del rapporto del senatore americano George Mitchell sulle origini dell'intifada, come pure il piano di pace giordano-egiziano: uno degli ostacoli principali all'avvio di negoziati di pace israelo-palestinesi rimane la politica delle colonie del governo israeliano.

swissinfo e agenzie

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo