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La Svizzera si allinea

Un giovane palestinese corre al riparo a Betlemme

(Keystone)

Dopo ONU, UE, USA e Russia anche la Svizzera chiede ad Israele il ritiro immediato dai territori palestinesi. Berna invita inoltre Yasser Arafat a lanciare un appello per fermare gli attentati terroristici.

"Il Consiglio federale è costernato dalla drammatica degradazione in Medio Oriente", ha dichiarato il ministro degli esteri Joseph Deiss. A preoccupare il governo è soprattutto "l'ignoranza delle regole universali che proteggono la vita umana, le attività del CICR e delle altre organizzazione umanitarie, gli ospedali, i campi dei rifugiati e anche i luoghi santi come la basilica della Natività a Betlemme".

Rispetto del diritto umanitario e delle risoluzioni ONU

La Svizzera chiede perciò "il rispetto rigoroso e incondizionato del diritto internazionale e in particolare del diritto internazionale umanitario", ha detto Deiss. Dopo la bocciatura a fine marzo in Consiglio nazionale di una dichiarazione sul conflitto, respinta perché giudicata troppo anti-israeliana e incompatibile con il principio di neutralità, il Consiglio federale si è deciso a prendere posizione, che si allinea alle richieste già espresse dalla comunità internazionale.

Una posizione, quella del governo, diplomaticamente più equilibrata e politicamente corretta. Berna sostiene infatti sia le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU che riconoscono il diritto di Israele a uno Stato con frontiere sicure, sia quelle che riconoscono il diritto alla creazione di uno Stato di Palestina.

Appello ad entrambe i contendenti

Il ministro ha quindi chiesto un ritiro immediato delle forze israeliane da tutte le città occupate. Al leader palestinese Arafat il Consiglio federale domanda di lanciare "un appello per fermare ogni attentato terroristico contro la popolazione civile israeliana".

Al premier Ariel Sharon Berna chiede però anche la liberazione immediata del capo del presidente dell'Autorità palestinese. "Ai nostri occhi Yasser Arafat resta l'interlocutore ineludibile di Israele e della comunità internazionale", ha osservato Deiss esprimendo un giudizio critico sulle operazioni di Tel Aviv nei territori. Le rappresaglie israeliane "violano gravemente" il diritto internazionale umanitario.

Iniziative diplomatiche

Il Dipartimento degli esteri è stato quindi incaricato di intraprendere i passi diplomatici per spingere ONU, UE, USA e Russia a integrare i principi umanitari negli sforzi di pace.

Da parte sua il Dipartimento della difesa intende esaminare una limitazione degli acquisti di armamenti da Israele. A livello commerciale si tratterà infine di verificare l'effettivo rispetto del trattato di libero scambio alla luce di possibili violazioni da parte di Israele.

Luca Hoderas


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