La Swisscoy rimane in Kosovo

Per la commissione del Consiglio degli stati, il contingente elvetico potrà disporre anche di armi personali Keystone

Per garantire la transizione è ancora necessaria la presenza di un contingente elvetico. Questa è l'opinione della commissione sicurezza degli Stati.

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 novembre 2001 - 13:07

La Swisscoy dovrebbe continuare la sua missione nel Kosovo, provvedendo da sola alla propria sicurezza. All'unanimità la commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati ha dato il proprio consenso alla proroga del mandato di questa compagnia di volontari fino al 2003.

Secondo la commissione, una presenza militare internazionale è attualmente un elemento insostituibile di stabilità per il Kosovo. È di conseguenza logico che la Swisscoy prosegua le proprie attività, si legge in un comunicato della commissione.

Contrariamente al Consiglio federale, la commissione non vuole aspettare che una sezione di circa 50 militi, con cinque blindati, giunga a rafforzare i 160 uomini della compagnia, nell'ottobre del 2002. Ha dunque proposto di consegnare ai volontari, al più presto, l'arma personale (fucile d'assalto, mitra, pistola).

La commissione del Consiglio nazionale si è già pronunciata, con 19 voti contro 3, per la proroga del mandato di Swisscoy. Le due Camere decideranno in merito nella prossima sessione invernale.

swissinfo e agenzie

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