Le "camicie verdi" marciano su Lugano

I fedelissimi della Lega Nord a Castagnola per vedere Umberto Bossi swissinfo.ch

Il popolo leghista ha lasciato le terre padane per far visita, quasi un pellegrinaggio, alla casa di Carlo Cattaneo a Castagnola.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 marzo 2005 - 15:20

Il leader della Lega Nord Umberto Bossi e tre "suoi" ministri accolti dal sindaco di Lugano Giorgio Giudici e dal municipale della Lega dei ticinesi Giuliano Bignasca.

È una giornata di sole. I primi padani arrivano alla spicciolata. Da lontano si sentono echeggiare le note del Nabucco di Verdi; i leghisti ne hanno fatto il loro inno. C’è molto attesa nelle strade della piccola Castagnola.

"Siamo qui in Ticino – dice una militante della Lega Nord a swissinfo – per incoraggiare Umberto Bossi, per dirgli che gli vogliamo bene e che lui è il nostro leader". E gli slogan che si alzano nell’aria vanno tutti nella stessa direzione: "Liberi con Bossi", "Libertà per la Padania".

E i leghisti italiani non saranno delusi. Di lì a poco i politici della Lega Nord terranno un vero e proprio comizio elettorale, alla vigilia delle elezioni. E, soprattutto, alla vigilia della discussione sul federalismo al Senato italiano.

"Ul senatùr" e tre ministri

È quasi mezzogiorno. Il leader della Lega Nord arriva in auto, accompagnato dalla moglie Manuela e dal figlio Renzo, scortato dalla polizia cittadina e accolto con un coro di "Bossi, Bossi, Bossi".

Circa 500 fedelissimi leghisti hanno infatti raggiunto le rive del Ceresio per sostenere il loro leader nella sua prima apparizione pubblica dopo la malattia. I primi ad arrivare alla casa di Carlo Cattaneo - circondata dai dirigenti della Lega Nord, da numerosi poliziotti e da una sessantina di giornalisti - sono il ministro delle Riforme Roberto Calderoli e l’ex ministro dell’economia Giulio Tremonti.

A fare gli onori di casa il sindaco di Lugano Giorgio Giudici, il consigliere di Stato Marco Borradori, i fratelli Giuliano e Attilio Bignasca.

Poco dopo ecco arrivare Roberto Maroni, ministro del Welfare, che come una star del rock saluta i leghisti appostati sul ciglio della strada. Seguito, a ruota, dal ministro della Giustizia Roberto Castelli. E, al loro passaggio, applausi e ovazioni. In pura retorica leghista.

Un bagno di folla per il Carroccio

Avvolti nelle bandiere padane, coperti da bandane verdi, il popolo leghista fissa la finestra della casa di Carlo Cattaneo da dove Bossi si affaccia. Visibilmente segnato, Bossi tira fuori la sua voce rauca: "La Lega Nord vincerà le elezioni regionali perché dobbiamo applicare il federalismo''.

"Ci troviamo solo ora qui alla casa di Carlo Cattaneo – continua il leader della Lega Nord - perché ci sentiamo un po’ meno in colpa visto che questa settimana il federalismo passa al Senato. Si è dovuto aspettare un secolo e mezzo perché in Italia si potesse parlare di federalismo senza finire nei pasticci."

''Lo so che mi volete bene – continua Bossi - lo so". E si congeda dai militanti al grido di "Padania, Padania". Con la promessa di tenere duro, di tornare nelle piazze. E con il sostegno dei suoi tre ministri che, a turno, si sono rivolti al loro popolo leghista promettendo vittorie elettorali.

E ricordando agli alleati del Governo Berlusconi, per bocca di Roberto Maroni, che "il federalismo è la condizione per fare durare l’alleanza e la conquista a cui la Lega Nord non rinuncerà".

Un comizio in terra straniera che non ha mancato di suscitare degli interrogativi. "Non credo comunque che la democrazia svizzera – dice a un paio di giornalisti il consigliere nazionale Attilio Bignasca – debba avere paura di una manifestazione così".

Meno democratici alcuni leghisti padani; si sono infatti scagliati con rabbia contro un manipolo di giovani che, con uno striscione contro Bossi e Fini, hanno voluto manifestare il loro dissenso.

swissinfo, Françoise Gehring, Castagnola

Fatti e cifre

Circa 500 le "camicie verdi" della Lega Nord alla Casa di Carlo Cattaneo
E’ la prima uscita pubblica di Umberto Bossi a quasi un anno dal primo ricovero, l’11 marzo 2004
"Facciamoci invadere dalla Svizzera", "Quando vedo Lugano mi sembra di stare in Padania": sono alcuni slogan di Bossi (riportati sul quotidiano del Carroccio "La Padania") che hanno preceduto la trasferta in Ticino.

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In breve

Dal suo ricovero alla Clinica Hildebrand di Brissago, Umberto Bossi aveva più volte espresso l’intenzione di fare visita alla casa di Carlo Cattaneo, considerato uno dei padri del federalismo italiano.

Detto fatto. Una visita di valore simbolico, quella del "senatur" e dei suoi ministri, tesa a rilanciare il tema delle riforme. E a rinsaldare il morale delle "truppe" leghiste.

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