Le Ferrovie Federali Svizzere cercano macchinisti anche in Italia

La penuria di macchinisti in Svizzera ha indotto le FFS a cercare conducenti di locomotive in Germania ed in Italia Keystone

Per far fronte alla penuria di macchinisti, le Ferrovie federali svizzere cercano ora impiegati anche in Italia, oltre che in Germania. Inoltre, le FFS intendono sfruttare maggiormente le sinergie tra trasporto merci e passeggeri.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 agosto 2000 - 12:37

Stiamo «trattando anche con gli italiani», ha detto il portavoce delle FFS Christian Kräuchi, confermando una notizia pubblicata nell'edizione di martedì del quotidiano svizzero tedesco «Neue Zürcher Zeitung».

Alle ferrovie mancano 100 macchinisti e il week end scorso le FFS si sono rivolte alla «Deutsche Bahn» (DB) per sopperire ai propri bisogni: il salario più elevato in Svizzera dovrebbe garantire il successo dell'operazione.

Da mesi la mancanza cronica di macchinisti è all'origine di problemi e ritardi nel trasporto merci. Le FFS hanno previsto di formare 100 nuovi impiegati svizzeri a partire dall'inizio del 2001, ma saranno necessari 16 o 17 mesi perché il personale sia operativo.

Le FFS contano circa 3.300 macchinisti. Il 28 maggio scorso 2 200 sono stati attribuiti alla Divisione del traffico passeggeri e 1.100 a quella del traffico merci. È proprio questa separazione, a cui si aggiungono una maggiore domanda nel trasporto merci, una migliore offerta viaggi e tempi di lavoro ridotti, ad aver accentuato il problema della penuria di personale di guida.

Ciò nonostante - ha aggiunto Kräuchi - le FFS non intendono revocare la suddivisione amministrativa del personale, come è invece stato richiesto martedì con un comunicato dal Sindacato del personale dei trasporti (SEV). Il sindacato richiede la creazione di un «pool» di macchinisti che possa essere impiegato a seconda dei bisogni in una o nell'altra divisione.

Secondo Kräuchi, la soluzione sta invece in un miglior sfruttamento delle sinergie: già oggi per esempio la formazione dei macchinisti dei treni passeggeri e dei treni merci si fa in comune. Si tratta di una strategia per rispondere al bisogno immediato destinata però anche a garantire risparmi: l'obiettivo è di fornire più prestazioni con meno personale, ha concluso Kräuchi.

swissinfo e agenzie

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