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Le nuove leve della foto svizzera a Roma

Una foto di Olivier Christinat (PHOTOsuisse)

Prima assoluta all'Istituto svizzero di Roma: Photosuisse, una rassegna di 28 artisti elvetici, riuniti per la prima volta in una mostra.

Promossa da Pro Helvetia e, la mostra è uno spaccato della produzione fotografica e artistica svizzera degli ultimi 30 anni.

Una produzione forse troppo poco conosciuta, soprattutto in Italia

E' impressionante quanto ricco e vivace sia il mondo della fotografia svizzera. La nuova sala esposizioni dell'Istituto svizzero di Roma propone una rassegna della fotografia svizzera, che testimonia il notevole livello artistico raggiunto negli ultimi decenni.

Photosuisse, questo il titolo della mostra, nasce prima di tutto come progetto televisivo, promosso e sostenuto da SSR-SRG idée Suisse, l'ente radiotelevisivo svizzero. E' il proseguimento di esperienze precedenti (Literatour, ArchitecTour de Suisse, e i ritratti di alcuni compositori).

Photosuisse, propone 28 film-ritratto di 28 fotografi svizzeri, riuniti in due DVD e in un corposo volume che completa e approfondisce l'opera e la personalità degli artisti.

Dall'immagine animata alla mostra il passo è breve


"E questo, grazie soprattutto a Pro Helvetia, dice a swissinfo Domenico Lucchini, direttore artistico dell'Istituto svizzero di Roma (ISR), che completa e arricchisce il progetto televisivo con un'esposizione".

La rassegna, è stata divisa in tre parti. L'ultima, verrà inaugurata martedì 6 dicembre.

"Originariamente la mostra è stata pensata per essere presentata nella sua completezza" dice Lucchini. Ma i nostri spazi non lo permettevano. Dunque, l'abbiamo spezzata, arbitrariamente, in tre tronconi cercando tuttavia di salvaguardare un denominatore comune".
La prima parte, denominata Matrix (22 ottobre-13 novembre) era la ricerca della superficie. Oggetti, strade, paesaggi, che richiamano forme geometriche, suggeriscono sensazioni, ritraggono l'istantaneo.

Milieu (16 novembre-4 dicembre) rincorre lo spazio sociale. Si tratta soprattutto di reportages, ma anche di situazioni che ritraggono l'essere umano e il suo ambiente.

Media, il rapporto fra le immagini (7-24 dicembre) sarà invece la fotografia come messa in scena, come spazio costruito, mediato.

Una Svizzera fuori dagli stereotipi


"Si tratta di una mostra inedita dice Lucchini, che abbiamo avuto la fortuna di poter inaugurare proprio in concomitanza con il rilancio dell'ISR. Ma non solo. Questa mostra è funzionale proprio a quello che noi vogliamo fare, presentare cioè una Svizzera altra, fuori dagli stereotipi".

Il visitatore, ha inoltre la possibilità di seguire e meglio conoscere i 28 artisti, attraverso i film-ritratto, disponibili anche in sala. Un modo di farlo entrare direttamente dentro il mondo dell'artista, vederlo al lavoro, ascoltare le sue riflessioni, osservare i suoi silenzi.

Si potrebbe obbiettare, che in questa mostra mancano i nomi che hanno fatto grande la fotografia svizzera: Franck, Bischof, Burri. Una diserzione peraltro volontaria. Le "nuove leve" sono comunque artisti già altamente affermati a livello internazionale: i ticinesi Beretta, Rigassi, Rigolini, ma poi Chessex, Von Graffenried, Jacot e molti altri.

La fotografia svizzera è ricca di tradizione, di storia ma anche di una grande capacità di rinnovarsi. Photosuisse, ne è una bella dimostrazione.
La mostra, dopo Roma, proseguirà per il Ticino: Ascona e Locarno. Poi farà tappa nella Svizzera interna e approderà infine a Londra.

swissinfo, Paolo Bertossa, Roma

In breve

L'Istituto Svizzero di Roma presenta una mostra divisa in tre parti sulle nuove leve della fotografia svizzera.

Tra i 28 autori che espongono negli spazi romani ci sono nomi la cui fama ha già una dimensione internazionale: Beretta, Rigassi, Rigolini, Chessex, Von Graffenried o ancora Jacot.

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