Navigazione

Saltare la navigazione

Funzionalità principali

Le ONG vogliono una moratoria sugli OGM

Più che avvantaggiare i piccoli contadini, gli OGM aggravano le loro difficoltà, sostengono le ONG svizzere

(Keystone)

Le organizzazioni di cooperazione chiedono agli svizzeri di accettare la moratoria di 5 anni sull'uso di organismi geneticamente modificati nell'agricoltura.

Se il 27 novembre dalle urne dovesse uscire un «sì», decine di migliaia di impieghi sarebbero minacciati in Svizzera, mette però in guardia l'Istituto di ricerche congiunturali di Zurigo (KOF).

Le tecnologie genetiche non permettono di risolvere i problemi d'alimentazione nei paesi in via di sviluppo.

È quanto sostenuto venerdì dalle organizzazioni di cooperazione internazionale elvetiche, che hanno invitato a votare «sì» il prossimo 27 settembre all'iniziativa che chiede una moratoria di cinque anni sui prodotti geneticamente modificati (OGM).

Un segnale importante

Questa tecnologia aggrava le difficoltà sociali dei piccoli contadini e li rende dipendenti delle grandi multinazionali agroalimentari, ha spiegato Michèle Laubscher di Alliance Sud, la comunità di lavoro che riunisce Swissaid, Sacrificio Quaresimale, Pane per i fratelli, Helvetas, Caritas e Aces.

Le sementi geneticamente modificate sono più care di quelle tradizionali a causa delle licenze sui brevetti, ha sottolineato dal canto suo Caroline Morel, direttrice di Swissaid. In Argentina, ad esempio, le colture di soia transgenica hanno contribuito alla scomparsa di oltre 150'000 piccole aziende agricole.

Accettando una moratoria, gli svizzeri invierebbero «un segnale di sostegno importante a tutti coloro che nel sud del pianeta si battono contro gli OGM», ha aggiunto Michèle Laubscher. Un segnale importante anche perché Syngenta – una delle più grandi multinazionali attiva in questo settore – ha la sua sede in Svizzera.

Un «sì» dalle conseguenze «drammatiche»

Giovedì, presentando i risultati di uno studio realizzato su incarico del comitato che si batte contro l'iniziativa, il KOF aveva dal canto suo messo in guardia contro una simile moratoria.

Un «sì» avrebbe conseguenze negative per la piazza economica svizzera: le industrie farmaceutiche elvetiche – secondo l'Istituto di ricerche congiunturali del Politecnico di Zurigo - non interromperebbero la ricerca ma la trasferirebbero semplicemente in altri paesi, con una conseguente perdita di decine di migliaia di posti di lavoro e una riduzione delle crescita economica.

«La Svizzera rischierebbe di perdere il suo ruolo di pioniere nel campo della biotecnologia e dell'ingegneria genetica», ha affermato il professore Bernd Schips, direttore dell'istituto, che non ha esitato a parlare di scenari «drammatici».

Ai fautori dell'iniziativa, il KOF rimprovera di ignorare che la Svizzera dispone di una legge sull'ingegneria genetica già molto restrittiva nel confronto internazionale.

Una moratoria di 5 anni sull'utilizzo di organismi geneticamente modificati finirebbe inoltre con lo svantaggiare gli agricoltori svizzeri, perché rispetto alla concorrenza straniera non avrebbero la possibilità di utilizzare piante transgeniche resistenti alle malattie. Per il professor Schips, è meglio lasciare ai consumatori la possibilità di scegliere se acquistare o no alimenti geneticamente modificati.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Negli Stati Uniti, quasi 50 milioni di ettari sono coltivati con piante geneticamente modificate;
In Argentina sono oltre 16 milioni;
In Canada 5,4 milioni;
Brasile: 5 milioni;
Cina: 3,7 milioni;
India: 0,5 milioni;
Nel 2004, in tutto il mondo erano coltivati 81 milioni di ettari, il 20% in più rispetto all'anno precedente.

Fine della finestrella

In breve

Il testo dell'iniziativa in votazione il prossimo 27 novembre chiede che per cinque anni siano vietate l'importazione e la messa in circolazione di piante, parti di piante e sementi geneticamente modificate in grado di riprodursi e destinate a essere usate nell'ambiente, a fini agricoli o forestali.

La moratoria riguarda inoltre tutti gli animali transgenici destinati alla produzione di alimenti o di altri prodotti agricoli.

Fine della finestrella


Link

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

×