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Le sculture di Camille Claudel alla galleria Villa dei Cedri

La scultura di Camille Claudel è fortemente influenzata dall'opera del compagno di vita Rodin.

(www.lemondedesarts.com)

In arrivo al museo d'arte di Bellinzona, un'esposizione itinerante proveniente da Olanda e Francia, arricchita da opere di Auguste Rodin.

La grande scultura francese approda in Ticino, in una rassegna inedita per l'ambiente italofono ma anche per il panorama culturale svizzero, a oltre dieci anni dalle significative comparse dell'opera di Camille Claudel alla Fondazione Gianadda di Martigny e al Kunstmuseum di Berna.

La mostra è partita dalla Fondazione Singer di Laren, in Olanda, ha toccato due musei in Francia, a Carcassonne e a Roanne, e giunge ora alla Villa dei Cedri, sede espositiva di fama ormai consolidata, in attesa di chiudere il giro al museo di Cambrai, di nuovo in Francia.

Dopo le iniziative su Alberto Magnelli o Enrico Della Torre, tanto per citarne alcune tra le più recenti, la galleria bellinzonese dedica così la primavera 2002 alla celebre sorella del poeta Paul Claudel, proponendone in tutto 44 opere, la quasi totalità della sua produzione. Come sottolinea il conservatore di Villa dei Cedri Matteo Bianchi, si tratta dell'appuntamento-clou dell'anno in corso.

Un'esposizione antologica

La figura di Camille Claudel (1864-1943), allieva del grande scultore parigino Auguste Rodin, viene spesso ricordata in relazione al percorso artistico di quest'ultimo. La Claudel divenne modella e amante di Rodin per oltre dieci anni, in un periodo particolarmente fecondo per i due scultori, che all'epoca si influenzarono reciprocamente. Dopo la rottura del loro legame, Camille si ritirò nel suo atelier parigino, dove distrusse diverse sue creazioni e cominciò a mostrare i sintomi di una follia che, nel 1913, la porterà in un istituto per malattie mentali.

Quasi tutte le opere sopravvissute sono visibili a Bellinzona dal 22 febbraio al 28 aprile: tra queste il famoso e sensuale "La valse", in mostra in tre versioni, una bronzea "Tête d'esclave", volto di un dannato che documenta la collaborazione di Camille alla "Porte de l'Enfer" di Rodin, il gruppo "Sakountala", ispirato a un dramma indiano, e quattro varianti del ritratto di una bimba, "La petite châtelaine", nel quale la scultrice identificò la figlia che non le fu concesso di avere.

Corredo espositivo

Accanto alle opere di Camille, fanno mostra di sé anche otto sculture di Rodin prestate dalla Fondazione olandese Singer e dal Museo d'arte moderna di Liegi, che permettono un confronto puntuale tra le caratteristiche stilistiche dei due artisti.

A corredare la visita, infine, un prezioso supporto editoriale: insieme ad un album con una quindicina di riproduzioni fotografiche, è disponibile il catalogo ragionato delle opere di Camille Claudel, curato nel 2000 dalla nipote della scultrice Reine-Marie Paris.

Alessandra Zumthor


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