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Le sculture di Igor Mitoraj invadono Lugano

Una delle opere monumentali di Mitoraj (fonte Internet)

(swissinfo.ch)

Dopo Botero, continua con l'artista di origine polacca la tradizione dell'arte monumentale in piazza.

Saranno in tutto una ventina le sculture monumentali di Igor Mitoraj scelte per una "mostra" a cielo aperto per le vie di Lugano, dal 22 marzo al 30 giugno. L'iniziativa inaugura la stagione 2002 del Museo d'arte moderna della città, che spera in questo modo di ripetere il successo incontrato dalle opere di Fernando Botero.

Una serie di bronzi monumentali

Mitoraj, celebre artista di origine polacca nato nel 1944, giungerà a Lugano con una serie di bronzi monumentali che ben esemplificano il suo particolarissimo stile. Lo scultore si ispira in primo luogo ai paesi che furono la culla della civiltà, la Grecia e l'Italia per i marmi e per l'impiego del bronzo, ma anche l'Egitto per la sua monumentalità. Quasi nessuna delle sue statue è intera: un'allusione continua, a volte anche ironica, al concetto di "reperto", alla frammentarietà con cui le opere dell'età greco-romana sono giunte fino a noi.

L'arte classica conquisterà così il centro di Lugano, lungo un percorso che porta da via Nassa a piazza Indipendenza. Il pubblico potrà ammirare capolavori come l'Eros bendato, la Nascita di Venere, alcune Colonne, l'Icaro alato. Proprio le volute "mutilazioni" delle statue danno spazio all'immaginazione, invitando a completarne mentalmente la fisionomia e alludendo in pari tempo -visto che si tratta quasi sempre di figure umane - alla fragilità dell'esistenza.

Un lavoro da titano

La scelta del bronzo attesta anche la grande abilità tecnica di Mitoraj, uno dei pochi artisti contemporanei in grado di sobbarcarsi il vero e proprio "tour de force" che comporta la fusione di opere di grandi dimensioni. Per questo motivo, da una ventina d'anni a questa parte l'artista ha aperto uno studio in Toscana, tra Pisa e Carrara, dove ancora esistono fonderie specializzate in questo tipo di lavori, alternando ai soggiorni in Italia quelli nel suo atelier parigino.

La mostra, promossa dal Dicastero luganese per le attività culturali, è accompagnata da un catalogo Skira, in cui le opere esposte sono presentate da originali fotografie in loco. Non è invece prevista una mostra complementare alla sede abituale del Museo, Villa Malpensata, che resterà chiusa al pubblico per lavori di ristrutturazione.

Alessandra Zumthor


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