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Lo sviluppo dell'Africa passerà anche da Lugano

Il primo ministro del Niger, Hama Amadou, ha messo in risalto il forte potenziale economico del continente africano

La città ospiterà la sede europea del Nepad, il Nuovo partenariato per lo sviluppo in Africa, che ha tenuto la prima conferenza "African Business Opportunity".

In cambio di aiuti economici occidentali, l'impegno degli africani per il "buon governo".

Sabato, a Lugano, alti rappresentanti africani hanno incontrato personalità politiche ed economiche europee, nell'ambito della "African Business Opportunity", la prima conferenza organizzata dal partenariato.

Scopo del Nepad è di promuovere una politica di investimenti in favore dei paesi africani, che nonostante la loro ricchezza di materie prime hanno perlopiù economie molto deboli.

E durante il convegno sulle rive del Ceresio, cui hanno partecipato ministri o ambasciatori di 16 paesi del continente nero e 400 uomini d'affari europei, gli imprenditori hanno potuto rendersi conto delle possibilità d'investimento che si offrono in paesi del continente africano.

Forte potenziale economico

Tra le personalità politiche africane presenti a Lugano, anche il capo del governo del Niger, Hama Amadou, che ha messo in risalto il forte potenziale economico del continente nero.

Amadou ha detto di essere cosciente che gli investitori privati danno molta importanza alla stabilità politica. Ragione per cui gli stati del Nepad si impegneranno a indire libere elezioni, a rispettare i diritti dell'uomo e a lottare contro la corruzione.

Lanciando il Nepad, i dirigenti africani si erano infatti impegnati a praticare il "buon governo" con sane politiche economiche, in cambio di un aumento dell'aiuto e di un miglioramento degli scambi con i paesi più ricchi.

Un piano avallato anche dal G8

Al vertice del G8 in Canada, lo scorso giugno, i capi di stato degli 8 più potenti stati industrializzati si erano convinti dell'utilità del Nepad. E si erano pure accordati sul piano d'azione del partenariato, che intende favorire lo sviluppo economico e sociale dell'Africa associando gli investimenti internazionali, privati e pubblici, alle iniziative locali.

Già in precedenza, alla conferenza dell'Onu di Monterrey, i paesi ricchi avevano promesso di aumentare significativamente il loro aiuto pubblico allo sviluppo, in calo continuo.

Secondo i dati della Banca mondiale, gli aiuti accordati all'insieme dei paesi africani è diminuito del 30 percento in un decennio, passando da 17,2 miliardi di dollari nel 1990 a 12,3 miliardi nel 1999.

Iniziativa italiana

La conferenza di Lugano si è svolta sotto il patronato della città di Lugano e del governo italiano. E l'Italia, a Lugano, ha fatto la parte del leone, con la presenza di due ministri, del presidente della conferenza e del consigliere personale del premier italiano Berlusconi, Alberto Michelini.

L'esperto di affari africani ha messo l'accento sui numerosi errori commessi finora nel campo dell'aiuto allo sviluppo, sottolinenado che nonostante i miliardi di dollari mandati in Africa dall'Occidente, il prodotto sociale lordo di alcuni paesi è attualmente sotto il livello degli anni 80.

Per questo Michelini ha esortato gli stati industrializzati a non voler imporre le loro visioni, ma ad affrontare i problemi nello spirito del partenariato, lasciando che l'Africa assuma le sue responsabilità.

A Lugano il segretariato del Nepad

Pur non marcando presenza a livello governativo - non erano infatti presenti né il capo del Dipartimento federale degli affari esteri, Joseph Deiss, né rappresentanti del consiglio di stato ticinese - la Svizzera ha comunque raccolto il primo frutto tangibile dalla conferenza di Lugano.

Come ha annunciato il sindaco di Lugano, Giorgio Giudici, sarà infatti Villa Negroni, alla periferia della città, che accoglierà il segretariato permanente europeo del Nepad.

Fabio Mariani, swissinfo

Fatti e cifre

Prima conferenza "African Business Opportunity"
16 paesi africani rappresentati
400 uomini d'affari europei
Lugano sede europea del Nuovo partenariato per lo sviluppo in Africa

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