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Lotta ai reati insider

Per la CFB, le norme elvetiche sono di ostacolo alla scambio di informazioni nell'ambito di inchieste internazionali

(Keystone)

La commissione delle banche vorrebbe migliorare le misure applicabili a livello di cooperazione internazionale.

La Commissione federale delle banche (CFB) ha annunciato, in una nota diramata mercoledì, che prossimamente presenterà proposte in merito al Dipartimento federale delle finanze, che dovrebbe poi trasmetterle al Consiglio federale.

Le norme elvetiche vigenti non permettono di procedere rapidamente e in alcuni casi rendono perfino impossibile il trasferimento di informazioni, indica la CFB.

La legge impedisce anche a un'autorità di sorveglianza estera di applicare le proprie norme nel perseguimento di infrazioni fatte in affari realizzati sul proprio territorio, prosegue la nota.

Per ora, la CFB consiglia alle autorità estere di vigilanza, in particolare alla Securities and Exchange Commission (SEC), di utilizzare al meglio le possibilità legali esistenti.

Il nocciolo del problema risiede nel fatto che le autorità svizzere non possono trasmettere informazioni a organi stranieri se la confidenzialità dei dati forniti non è garantita. I tribunali americani sono sottoposti alla norma costituzionale che assicura pubblicità ai procedimenti.

Il risultato è l'incompatibilità totale e la CFB non può trasmettere nulla. La Commissione si è fatta così respingere il ricorso a due riprese dal Tribunale federale nel dossier Elsag Bailey, rileva l'organo di sorveglianza nella nota.

La globalizzazione crescente dei mercati finanziari deve essere accompagnata da una collaborazione equivalente delle autorità di sorveglianza, osserva la CFB. La piazza finanziaria elvetica deve essere «in grado di cooperare efficacemente con l'estero» e regole giuridiche contrarie a tali principi «non possono essere mantenute», conclude la CFB.

swissinfo e agenzie


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