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Lotta alla pedofilia in rete

La mozione parlamentare chiede un adeguamento penale per perseguire con più efficacia la pedofilia in rete

(Keystone Archive)

Il Consiglio degli Stati cerca soluzioni per perseguire i reati di pedofilia in internet. Per combatterlo si intende migliorare la coordinazione a livello federale.

Il Consiglio degli Stati intende rafforzare la lotta contro la pedofilia: ha trasmesso oggi al Consiglio federale una mozione in tal senso ma, contrariamente al Nazionale, non ha voluto trasferire alla Confederazione il perseguimento delle infrazioni pedofile via internet.

La mozione, della consigliera nazionale Regine Aeppli (PS/ZH), esige che il Consiglio federale impegni più mezzi per lottare contro la pedofilia e chiede una normativa penale che permetta di perseguire questo tipo di criminalità sul web.

Divisione delle competenze

La Camera dei Cantoni ha tuttavia respinto, con 27 voti a dieci, la proposta di dare alla Confederazione questa competenza. Ci sarebbero dei doppioni, ha rilevato Thomas Pfisterer (PLR/AG) a nome della commissione, e la «ministra» Ruth Metzler si è detta d'accordo facendo un esempio: la Confederazione perseguirebbe la pedofilia su internet e i cantoni quella sulle videocassette, con indagini parallele per lo stesso reato. Per la Metzler è invece assai più importante migliorare il coordinamento tra Cantoni e Berna, più che trasferire competenze.

Una minoranza si è invano battuta in favore della mozione. «Mi sembra assurdo lasciare ai Cantoni la competenza di perseguire un fenomeno che ha preso una dimensione mondiale tramite internet», ha rilevato Dick Marty (PLR/TI). «Internet è diventato uno strumento potente e performante anche per fatti criminali, un fenomeno che va al di là delle nostre frontiere. Ci vuole una competenza federale, un ufficio federale che dialoghi con l'estero, che scambi informazioni e coordini gli interventi», ha ammonito il senatore ticinese.

Sulla stessa lunghezza d'onda Christiane Brunner (PS/GE): «Troppa lentezza nell'affrontare questa tematica. Si fa un utile sempre più commerciale di questa barbarie; le disposizioni non sono adeguate, i cantoni non hanno le armi necessarie a combattere la pedofilia su internet; l'Europa si muove e noi abbiamo l'impressione che la Svizzera non riesca a fare niente».

Sull'esempio del Nazionale, gli Stati hanno inoltre deciso di non dar seguito a un'iniziativa del canton Ginevra, che chiedeva di istituire una cellula speciale e una banca dati per lottare contro la pornografia infantile. Queste misure sono già state prese da tempo dalla Confederazione, secondo il Consiglio degli Stati.

Un centro contro la cibercriminalità

La cibercriminalità rappresenta una minaccia crescente per la società moderna dell'informazione: un pericolo che ha indotto il Consiglio federale ad associarsi ai cantoni per istituire, dal 2003, un centro nazionale di coordinamento per lottare efficacemente contro queste nuove forme di delinquenza.

Il nuovo centro sostituirà la cellula di investigatori (due agenti a metà tempo) istituita nel 1998 e la cui sospensione, alla fine del 1999, aveva suscitato polemiche. Preventivati a 1,3 milioni di franchi all'anno, i costi saranno assunti nella misura dei due terzi dai cantoni. La Confederazione dovrebbe tuttavia assicurare il prefinanziamento, ma le discussioni tra Berna e i cantoni hanno richiesto più tempo del previsto, ha detto oggi all'ats Philipp Kronig, capodivisione presso l'Ufficio federale di polizia.

swissinfo e agenzie

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