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Lunedì nero per le Borse

(Keystone)

Un'ondata di vendite dettate dal panico, hanno fatto scendere a picco le borse internazionali. La Borsa svizzera ha registrato la più grossa perdita dall'estate 2002.

Lo Swiss Market Index (SMI) ha chiuso in ribasso del 5,26%. Tra i maggiori perdenti vi sono i titoli bancari e assicurativi. Anche i listini delle altre piazze europee e asiatiche sono crollati.

Lo spettro della recessione negli Stati uniti ha scosso i mercati di tutto il mondo, che non sono dunque stati tranquillizzati dal piano anti-crisi da 150 milioni di dollari presentato dall'amministrazione Bush venerdì scorso, e che sono stati contraddistinti lunedì da un'ondata di vendite. Gli investori si sono sbarazzati dei loro valori deprimendo i listini.

Alla base del tonfo vi è anche una miscela esplosiva di vari fattori: in primis l'onda lunga del crollo del mercato dei mutui subprime, risultato peggiore del previsto e i cui effetti si fanno sentire ora sui bilanci delle grandi banche.

Dall'Asia all'Europa, nessuno si salva

Solo Wall Street è stata 'graziata' dalla chiusura dovuta alla festività del Martin Luther King Day, ma i suoi futures hanno subito un pesante ribasso e che preannunciano per martedì una giornata fortemente in discesa.

Si è trattato di un crollo generalizzato, partito il mattino dall'Asia, che ha quasi eguagliato le perdite dell'11 settembre 2001. La borsa di Mumbai, (l'ex Bombay) ha chiuso con la più grossa perdita della sua storia, a -7,41%, lasciando sul terreno 1.408.35 punti e chiudendo a quota 17.605.35.

La sola Europa ha bruciato 437 miliardi di euro, preoccupando i governi e gli organismi internazionali.Il Dj Stoxx 600, indice che sintetizza l'andamento dei mercati del Vecchio Continente, ha ceduto il 5,73% a 308,77 punti, sui minimi della giornata.

Nemmeno la Svizzera fa eccezione

In una giornata al cardiopalma, nemmeno la Borsa svizzera ha fatto eccezione con l'indice SMI in flessione del 5,26% a 7287,14 punti. L'indice allargato SPI ha chiuso in arretramento del 5,08% a 5918,64 punti. Particolarmente penalizzati i titoli bancari e assicurativi.

Aperta subito in territorio negativo, la Borsa svizzera è scesa inesorabilemente col passare delle ore. Dopo essersi ripreso alle 13.00 circa, l'SMI è ripartito al ribasso fino a toccare i 7263,46 punti (-5,5%) verso le 17.00.

Tra i titoli assicurativi dell'SMI, Swiss Re ha quindi incassato un
-10,08% a 68,7 franchi. Perdite consistenti anche per ZFS
(-6,92% a 275,75 franchi), Baloise (-7,91% a 90,25 franchi), Swiss Life (-7,06% a 242,8 franchi). Gli analisti temono i contraccolpi delle crisi ipotecaria negli Usa sui portafogli di prestiti di queste società. Ciò vale soprattutto per Swiss Re, di cui UBS ha anche abbassato il rating.

Giornata nera anche per UBS (-6,71% a 40,3 franchi), Credit Suisse
(-8,40% a 51,8 franchi), Julius Baer (-6,18% a 72,9 franchi). Su queste azioni pesa il timore di altre svalutazioni dovute alla crisi dei mutui subprime.

Actelion in controtendenza

I titoli difensivi hanno subito un'emorragia importante. Roche ha lasciato sul terreno il 4,77% a 193,8 franchi e la rivale Novartis il 2,47% a 57,3 franchi. Nestlé ha chiuso in calo del 4,25% a 462 franchi.

Tra i titoli con perdite importanti si segnala ABB, che ha perso l'8,46% a 23,8 franchi. Migliore performance della giornata Synthes che ha ceduto "solo" il 2,05% a 133,7 franchi.

Unico titolo dello SMIM che ha guadagnato è stato Actelion che ha terminato la giornata con un +4,04% a 58 franchi. Oggi l'azienda ha comunicato di aver archiviato un 2007 con un fatturato in salita del 39% a 1,317 miliardi di franchi. Il gruppo biofarmaceutico basilese ritiene di poter ottenere un risultato operativo (cash Ebit, escluse voci che non hanno impatto sui flussi di cassa) leggermente superiore a 460 milioni di franchi. I dati sono superiori alle attese.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Francforte: -7,16%
Parigi: -6,83%
Londra: -5,48%
Madrid: -7,54%
Milano: -5,17%
Zurigo: -5,26%
Mosca: -7%
Tokyo: -3,86%
Shanghai: -5,14%
Bombay: -7,41%.

Fine della finestrella

I più grandi crolli dei listini nella storia della Borsa:

Ottobre 1929: il Dow-Jones perde il 40% in una settimana. È l'inizio di una profonda recessione.

Ottobre 1987: il Dow-Jones perde quasi il 23% in una sola seduta di contrattazioni. La maggior parte delle Borse segue il movimento.

Ottobre 1997: sull'onda di uno scivolone di Wall Street, le Borse internazionali affondano. Nel giro di due giorni i corsi perdono l'8%.

30 settembre - 2 ottobre 1998: la paura di una recessione trascina i corsi al ribasso. Le perdite raggiungono quasi il 13% in tre giorni.

11 settembre 2001: gli attentati terroristici negli Stati Uniti fanno precipitare le Borse europee, che lasciano sul terreno oltre il 7%. Wall Street resta chiusa per giorni.

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(swissinfo.ch)


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